> > Algeria, recuperato il corpo del bimbo caduto nel pozzo: aveva 10 anni

Algeria, recuperato il corpo del bimbo caduto nel pozzo: aveva 10 anni

Algeria, recuperato il corpo del bimbo caduto nel pozzo: aveva 10 anni

Ayoub, 10 anni, era precipitato in un pozzo di 80 metri. Il corpo è stato recuperato dopo quattro giorni di soccorsi.

Tragedia in Algeria, dove Ayoub, un bambino di 10 anni, è stato recuperato senza vita dopo essere precipitato in un pozzo profondo 80 metri. Il corpo è stato ritrovato al termine di quattro giorni di operazioni di soccorso, rese particolarmente difficili dalle caratteristiche del condotto.

Bimbo caduto nel pozzo in Algeria, chi era Ayoub: aveva 10 anni

Si è concluso tragicamente il tentativo di salvare Ayoub, il bambino di 10 anni precipitato in un pozzo artesiano asciutto profondo circa 80 metri nella provincia di El Bayadh, nel sud-ovest dell’Algeria. Il piccolo era caduto mercoledì 2 settembre nel villaggio di Er-Rokn, nel comune di Ghassoul, distretto di Brezina, mentre attraversava un pannello di legno compensato che copriva l’apertura e che avrebbe ceduto sotto il suo peso.

Il pozzo, scavato con metodi tradizionali e privo di un tubo di rivestimento, aveva un diametro di appena 40 centimetri. Dopo quattro giorni di operazioni ininterrotte, la Protezione civile algerina ha confermato nella serata di sabato 5 settembre il ritrovamento e il recupero del corpo. Le squadre avevano individuato il punto in cui si trovava il bambino, ma ogni speranza di riportarlo in superficie vivo si è spenta con il ritrovamento.

Bimbo caduto nel pozzo in Algeria, recuperato il corpo: lo scavo parallelo e le difficoltà dei soccorritori

Le caratteristiche del condotto, estremamente stretto, irregolare e parzialmente occupato da terreno, avevano reso impossibile una discesa diretta. Per raggiungere Ayoub, i soccorritori avevano quindi avviato lo scavo di un secondo pozzo parallelo, impiegando mezzi pesanti e interventi manuali, con l’obiettivo di realizzare un collegamento verso quello originario. Le operazioni sono state rallentate dalla conformazione del suolo, dagli strati rocciosi e dal rischio di cedimenti.

Sul posto era arrivato anche il direttore generale della Protezione civile, Boualem Boughlaf, mentre le autorità avevano mobilitato squadre specializzate, tecnici, esperti e mezzi sanitari, in coordinamento con gli enti locali. Fino alle ultime ore non era stato possibile accertare con certezza le condizioni del piccolo: il tenente colonnello Nassim Bernawi, responsabile della comunicazione della Protezione civile, aveva spiegato che le possibilità di sopravvivenza erano diventate “molto ridotte”. Il recupero della salma ha infine posto termine alla complessa operazione di soccorso.

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