Dodici migranti sono morti in due distinti naufragi avvenuti a poche ore di distanza nel Mar Egeo, tra le isole greche di Lesbo e Samo. Tra le vittime c’è anche un neonato: il primo episodio è stato causato da uno scontro con una motovedetta della Guardia costiera, mentre nel secondo un’imbarcazione si è capovolta.
La tragedia riaccende l’attenzione sui rischi della rotta migratoria dalla Turchia verso l’Unione europea.
Grecia, linea dura contro i trafficanti dopo i naufragi nel Mar Egeo: “Tolleranza zero”
Dopo i due naufragi, il governo greco ha ribadito la volontà di contrastare con fermezza le reti che organizzano i viaggi clandestini. In un messaggio pubblicato su X, il ministro della Marina Vassilis Kikilias ha espresso cordoglio e indignazione per le vittime dell’incidente di Lesbo, dichiarando: «La tragedia che si è consumata nelle acque al largo di Lesbo ci riempie di dolore e rabbia».
Il ministro ha poi puntato il dito contro i trafficanti di esseri umani, accusandoli di mettere in pericolo famiglie e bambini pur di ottenere guadagni. «La nostra posizione è inequivocabile: tolleranza zero nei confronti dei trafficanti», ha scritto, aggiungendo che questi soggetti «per arricchirsi, non esitano a portare alla morte persone disperate, famiglie e bambini innocenti».
Le autorità elleniche stanno lavorando per chiarire le responsabilità nello scontro avvenuto vicino a Lesbo e verificare il ruolo dei presunti scafisti individuati tra i sopravvissuti.
La posizione di Atene si inserisce in un più ampio orientamento europeo verso misure più rigide per la gestione dei flussi migratori irregolari. La Grecia è infatti tra i cinque Paesi dell’Unione europea — insieme ad Austria, Germania, Danimarca e Paesi Bassi — impegnati a valutare la creazione di centri per il trattenimento dei migranti in Africa.
Doppia strage di migranti nel Mar Egeo: tra i 12 morti anche un neonato
Dodici migranti hanno perso la vita in due distinti incidenti avvenuti a poche ore di distanza nel Mar Egeo, lungo la rotta che dalla Turchia conduce alle isole greche. Il bilancio complessivo comprende anche un neonato. Il primo episodio si è verificato al largo di Lesbo, dove un motoscafo con a bordo persone migranti si è scontrato con una motovedetta della Guardia costiera ellenica. Secondo quanto riferito dalle autorità all’agenzia Afp, sei persone sono state trovate senza vita: un uomo, quattro donne e un bambino appena nato. Altre otto sono sopravvissute. Il ministro greco della Marina, Vassilis Kikilias, ha spiegato che le prime ricostruzioni indicano che «il motoscafo del trafficante ha urtato con la prua il fianco sinistro della motovedetta della Guardia Costiera». Le indagini sono tuttora in corso per ricostruire con precisione la dinamica dell’impatto. Secondo quanto riportato dalla stampa greca, tra cui Kathimerini, un cittadino turco di 37 anni, sopravvissuto allo scontro e sospettato di aver condotto l’imbarcazione, è stato arrestato.
Poche ore dopo, un secondo dramma si è consumato nelle acque al largo di Samo, a circa 3,7 miglia dall’isola. Un’imbarcazione con almeno venti persone a bordo si è capovolta, provocando la morte di sei migranti, cinque uomini e una donna, i cui corpi sono stati recuperati dai soccorritori. Altre 14 persone sono riuscite a salvarsi, tra cui un uomo di nazionalità iraniana sospettato di essere uno scafista. Grecia, il governo annuncia la linea dura contro i trafficanti.
