La madre del 16enne coinvolto nelle aggressioni con la minicar a Roma rompe il silenzio e riconosce la necessità che il figlio risponda delle proprie azioni. «Non è un mostro», afferma, esprimendo il desiderio di chiedere scusa alla famiglia di Davide Iacopini, ancora ricoverato in terapia intensiva dopo il grave trauma cranico.
Aggressioni con la minicar a Roma, la madre del 16enne: “Non è un mostro”
Saranno trasmessi alla Procura dei minori di Roma gli atti relativi alle aggressioni avvenute tra il 4 e il 5 ottobre nei quartieri di Monteverde e Testaccio. Due ragazzi di 16 e 17 anni, a bordo di una minicar nera con un adesivo raffigurante un cobra rosso, avrebbero colpito passanti e ciclisti, coinvolgendo sei persone. I minorenni sono stati denunciati a piede libero per tentato omicidio e lesioni e hanno ammesso le proprie responsabilità davanti agli inquirenti.
La Procura minorile dovrà valutare i prossimi passi, tra cui una nuova convocazione dei ragazzi, ulteriori accertamenti o l’eventuale applicazione di misure cautelari. Gli investigatori stanno analizzando i cellulari sequestrati ai giovani e ai loro genitori, oltre alle immagini registrate da una telecamera installata sulla minicar, per verificare se dietro le aggressioni ci fosse una sfida sui social o il coinvolgimento di altre persone.
L’auto, appartenente al diciassettenne alla guida, è stata individuata grazie alle segnalazioni e agli elementi raccolti durante le indagini. Intanto, tra i compagni di scuola prevale lo stupore: uno dei ragazzi viene descritto come uno studente modello, mentre l’altro avrebbe attraversato un periodo difficile, segnato da un lutto familiare e da numerose assenze.
Davide Iacopini aggredito, la madre del 16enne: “Vorrei chiedere scusa”
La vittima più grave è l’attore genovese Davide Iacopini, noto per i ruoli in Suburra e Diaz. L’artista è ancora ricoverato in terapia intensiva all’ospedale San Camillo di Roma per un trauma cranico e ha subito due interventi neurochirurgici dopo essere caduto dal monopattino elettrico. Secondo la ricostruzione, la caduta sarebbe stata provocata da un calcio o da una spinta dal finestrino della minicar.
La madre del sedicenne che si trovava sul sedile del passeggero ha parlato a La Repubblica, riconoscendo la necessità che il figlio risponda delle proprie azioni. «Mio figlio dovrà assumersi le sue responsabilità, ma non è un mostro», ha dichiarato, aggiungendo: «Vorrei parlare con la mamma di Davide Iacopini e chiederle scusa». La donna ha spiegato che, secondo quanto raccontato dal figlio, l’intenzione dei due ragazzi sarebbe stata quella di spaventare i passanti, senza rendersi conto della gravità del gesto. «Non volevano dare nessuna bastonata, mio figlio mi ha raccontato che nelle loro intenzioni doveva essere uno scherzo», ha riferito, precisando però: «Non dovevano farli quegli scherzi, non dovevano».
La madre ha raccontato anche il turbamento del ragazzo dopo aver compreso le conseguenze dell’accaduto. «Mio figlio mi ha chiesto: ‘Si può credere che Dio faccia un miracolo? Io non lo so come si prega, aiutami a pregare per aiutare quell’uomo’». La donna ha poi invitato a riflettere sull’influenza della società e dei social network sui giovani, sottolineando che gli errori dei figli non possono essere attribuiti esclusivamente ai genitori. Il suo pensiero finale è rivolto alla vittima e al futuro del ragazzo: «Vorrei che Davide tornasse alla sua vita. È questo che desidero più di ogni altra cosa». E ha concluso: «Essere madre non significa difendere sempre un figlio. A volte significa avere il coraggio di metterlo davanti alle proprie responsabilità».
Sulla vicenda è intervenuto anche il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, che ha denunciato una «totale indifferenza verso l’altro». Il ministro ha ricordato che anche un monopattino o una minicar possono diventare pericolosi se utilizzati senza responsabilità, sottolineando l’importanza di educare i ragazzi al rispetto degli altri e alla consapevolezza delle conseguenze, anche penali, dei propri comportamenti.
