> > Le Rêve en Vert di Andrea Casadei, quando un sogno si fa impresa agricola

Le Rêve en Vert di Andrea Casadei, quando un sogno si fa impresa agricola

Le Rêve en Vert di Andrea Casadei, quando un sogno si fa impresa agricola

Da un piccolo seme nasce un'impresa. La storia di Andrea Casadei e di Le Rêve en Vert, un progetto agricolo nato in Valle d'Aosta che unisce territorio, lavoro, sostenibilità ed economia civile

Ci sono storie che ricordano, almeno in parte, quella di Heidi. Non perché ripropongano l’immagine romantica della montagna raccontata dalla celebre bambina delle Alpi, ma perché condividono lo stesso rapporto autentico con la terra, con il paesaggio e con il valore del lavoro.

Nel racconto di Heidi la natura non è una semplice scenografia.

È una compagna di vita. Il bosco, i pascoli, l’orto, il latte appena munto, il pane e i formaggi d’alpeggio raccontano un’esistenza essenziale, costruita sull’equilibrio tra uomo e ambiente. Una visione che, pur idealizzata, continua ancora oggi a rappresentare uno dei simboli più potenti del legame tra essere umano e territorio.

La montagna reale, tuttavia, è molto diversa da quella delle fiabe.

Vivere di agricoltura significa affrontare ogni giorno difficoltà economiche, cambiamenti climatici, mercati complessi e investimenti continui. Eppure, esistono storie che dimostrano come sia ancora possibile costruire un’impresa agricola fondata su territoriosostenibilità e lavoro. Una di queste è quella di Andrea Casadei.

Le Rêve en Vert di Andrea Casadei, un sogno nato da zero

Andrea Casadei fonda Le Rêve en Vert nel 2019, subito dopo aver concluso gli studi presso l’Institut Agricole di Aosta. La sua è una sfida tutt’altro che semplice. Non proviene da una famiglia di agricoltori e, di conseguenza, non dispone di terreni, macchinari, clienti consolidati né di una rete familiare sulla quale fare affidamento.

Ha soltanto un’idea molto chiara: costruire un’attività agricola capace di creare valore economico e sociale partendo praticamente da zero. L’avventura imprenditoriale prende forma ad Arnad con la coltivazione delle fragole. Il mercato risponde immediatamente in maniera positiva, oltre ogni previsione, spingendo l’azienda ad ampliare progressivamente le produzioni.

Filiera corta, cos’è e come funziona 

Con la crescita della clientela arriva una decisione destinata a segnare l’identità dell’azienda. Nel 2022 nasce il punto vendita aziendale, un semplice chalet in legno immerso nel verde che diventa il cuore di Le Rêve en Vert.

Qui Andrea sceglie di vendere direttamente ciò che produce, affiancando ai propri raccolti anche quelli di altri agricoltori del territorio. È una scelta precisa. Significa abbandonare progressivamente la grande distribuzione per privilegiare la filiera corta, il rapporto diretto con i clienti e la valorizzazione delle produzioni locali.

Accanto al punto vendita, l’azienda partecipa ai mercati estivi nelle principali località turistiche della Valle d’Aosta, consolidando un modello fondato sulla prossimità e sulla fiducia.

Vivere di agricoltura si può?

Nel 2023 arriva un’altra tappa importante con l’avvio della trasformazione dei prodotti agricoli, che amplia ulteriormente l’offerta aziendale. Nel frattempo cresce anche il lavoro. Durante la stagione estiva Le Rêve en Vert impiega circa quattro collaboratori impegnati nelle attività di raccolta e nella cura delle coltivazioni.

Una crescita costruita senza ricorrere a contributi pubblici regionali o statali, ma reinvestendo il valore prodotto dall’azienda. Fin dall’inizio l’obiettivo è rimasto lo stesso: vivere di agricoltura e creare nuove opportunità occupazionali sul territorio.

C’è una frase che sintetizza il percorso di Andrea Casadei: “Trasformare un piccolo seme in promessa di vita e lavoro.” Non è soltanto uno slogan. Quel piccolo seme rappresenta il sogno imprenditoriale, ma anche la capacità di immaginare un futuro diverso.

Economia civile e responsabilità verso il territorio

Nell’orizzonte dell’economia civile, il sogno non coincide con un’utopia irrealizzabile. È piuttosto una visione concreta capace di generare sviluppo economico, relazioni sociali e valore condiviso. L’impresa non viene misurata esclusivamente attraverso il profitto, ma anche attraverso il contributo che offre alla comunità, all’ambiente e alle persone.

Il profitto diventa così uno strumento e non il fine ultimo dell’attività economica. La storia di Le Rêve en Vert racconta esattamente questo modello. Coltivare significa prendersi cura del paesaggio, mantenere viva la montagna, creare occupazione, valorizzare le produzioni locali e contribuire alla vitalità delle comunità. L’agricoltura diventa così un presidio economico, sociale e culturale.

In un’epoca nella quale lo spopolamento delle aree interne rappresenta una delle principali sfide del Paese, esperienze come quella di Andrea Casadei dimostrano che fare impresa in montagna è ancora possibile, purché si investa sulla qualità, sulla relazione con il territorio e sulla capacità di innovare senza rinunciare alle proprie radici.

Un sogno che ogni giorno diventa realtà

La storia di Andrea Casadei insegna che anche un piccolo seme può trasformarsi in qualcosa di molto più grande. Può diventare un’impresa. Può creare lavoro. Può valorizzare un territorio. Può restituire dignità all’agricoltura.

E può dimostrare che un diverso modo di fare economia, più attento alle persone, all’ambiente e alle comunità, non appartiene al mondo delle utopie, ma è già una realtà concreta che cresce, stagione dopo stagione, tra i campi della Valle d’Aosta.

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