L’Etna torna sotto osservazione per una debole emissione di cenere dai crateri sommitali. L’Ingv ha abbassato l’allerta per l’aviazione da rossa ad arancione, mentre prosegue il monitoraggio del vulcano per le possibili ripercussioni sul traffico aereo di Catania.
Etna, possibili ripercussioni sui voli di Catania: cosa può succedere nei prossimi giorni
L’attenzione resta rivolta alle eventuali conseguenze per lo spazio aereo di Catania-Fontanarossa, già interessato in passato da limitazioni e sospensioni degli arrivi a causa della cenere vulcanica. La situazione attuale appare meno intensa, ma l’evoluzione dell’Etna non può essere prevista con certezza: dopo l’alternanza di fenomeni esplosivi ed effusivi registrata ad agosto, con attività alla Voragine e l’apertura di bocche nelle aree della Valle del Bove e della Valle del Leone, restano possibili fasi di attenuazione, nuove emissioni intermittenti o ulteriori riprese dell’attività.
Per residenti, turisti e viaggiatori, il riferimento resta quindi costituito dagli aggiornamenti ufficiali dell’Ingv e dell’aeroporto, senza considerare il calo dell’allerta come una conclusione definitiva del fenomeno.
Etna, emergenza vulcano: il nuovo bollettino cambia lo scenario
L’Osservatorio Etneo dell’Ingv ha ridotto da rosso ad arancione il codice colore VONA (Volcano Observatory Notice for Aviation), dopo il precedente innalzamento legato all’emissione di cenere dai crateri sommitali dell’Etna.
Secondo il bollettino delle 07:19 dell’8 settembre 2026, l’attività si è attenuata: le telecamere di sorveglianza visiva e termica rilevano ancora una debole emissione di cenere, ma non viene prodotta una nube vulcanica in sospensione nell’atmosfera. Il materiale emesso viene trasportato dai venti verso sud, con indicazioni che riportano anche una componente sud-occidentale. Il fenomeno resta sotto osservazione attraverso la rete di monitoraggio dell’istituto, mentre il declassamento segnala una riduzione del livello di attenzione rispetto alla fase precedente.
