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Arresto di un cittadino russo a Bologna: accuse di terrorismo e falsificazione di documenti

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Arresto significativo a Bologna: un cittadino russo arrestato per terrorismo e detenzione di documenti falsi.

Nella mattinata del 29 gennaio 2026, la Polizia di Stato ha eseguito un’operazione che ha portato all’arresto di un cittadino russo di 36 anni a Bologna. Gli agenti della sezione antiterrorismo della Digos, sotto la supervisione della direzione centrale della polizia di prevenzione, hanno agito in seguito a un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Bologna, su richiesta della procura.

L’arresto è avvenuto nell’ambito di un’indagine più ampia, iniziata nel, quando il soggetto era stato fermato insieme a un suo connazionale. Durante il controllo, entrambi sono stati trovati in possesso di documenti di identità falsi, idonei per l’espatrio.

Origini dell’indagine

La prima parte dell’indagine ha avuto inizio durante un controllo di routine. In quell’occasione, il 36enne e il suo complice sono stati identificati e sottoposti a verifiche approfondite. Mentre il connazionale più anziano è stato arrestato, il 36enne è stato inizialmente indagato a piede libero. Tuttavia, gli sviluppi successivi hanno rivelato una situazione ben più complessa.

Mandato di arresto internazionale

Le indagini hanno messo in luce che entrambi i soggetti avevano un mandato di arresto internazionale emesso dalla Federazione Russa, registrato nel sistema Interpol. Le accuse a loro carico riguardano l’affiliazione all’organizzazione terroristica Imarat Kavkaz e la partecipazione a conflitti armati in Siria durante il periodo di massima operatività dello Stato Islamico.

Procedimenti legali e estradizione

Dopo la convalida dell’arresto da parte della Corte d’Appello di Bologna, è emersa la questione dell’estradizione. Nonostante le richieste, il tribunale ha deciso di non concedere l’estradizione verso la Russia, considerando l’attuale contesto geopolitico e le implicazioni legate alla sicurezza internazionale.

Analisi dei dispositivi sequestrati

Un elemento cruciale per l’emissione della custodia cautelare è stata l’analisi dei dispositivi elettronici confiscati durante i controlli. Grazie a questi strumenti, gli investigatori hanno potuto ricostruire un quadro probatorio ritenuto solido dalla procura, giustificando così la decisione di rinchiudere il 36enne in carcere.

Implicazioni e contesto più ampio

L’arresto del cittadino russo si inserisce all’interno di un’operazione più ampia di prevenzione del terrorismo internazionale condotta dalla Digos. Bologna è considerata un punto nevralgico per i flussi migratori e per i movimenti legati al radicalismo jihadista, e la polizia continua a monitorare attivamente il territorio per prevenire attività sospette.

La situazione evidenzia la necessità di un lavoro costante e coordinato tra le forze dell’ordine e le agenzie internazionali per contrastare il fenomeno del terrorismo e garantire la sicurezza pubblica. L’arresto di questo cittadino russo rappresenta un passo importante in questa direzione, sottolineando l’impegno della polizia nella lotta contro il crimine organizzato e le attività terroristiche.