La missione Artemis II entra nella fase più spettacolare e al contempo delicata: durante il sorvolo del lato nascosto della Luna la comunicazione con la Terra si interromperà per circa 40 minuti, ha reso noto la NASA. Poco prima della perdita di segnale, l’astronauta Victor Glover ha scherzato con il centro di controllo dicendo «Ci vediamo dall’altra parte», sintetizzando la natura storica e simbolica dell’evento.
Questo passaggio dietro il satellite avverrà dopo il lancio avvenuto alle 00:35 ora italiana del 2 aprile 2026 e rappresenta il culmine di una traiettoria progettata per portare la capsula Orion a distanza massima dalla Terra, intorno ai 370.000 chilometri, ovvero circa 7.500 chilometri oltre il punto più remoto del lato nascosto.
Perché si perderanno le comunicazioni
La causa è semplice e fisica: durante il passaggio la massa della Luna farà da schermo tra la capsula e le antenne terrestri, creando un’area di ombra radio in cui il segnale non riesce a propagarsi. La NASA ha spiegato che la copertura in diretta sarà continua eccetto per quei circa 40 minuti, quando la navicella sarà temporaneamente fuori linea. Da Orion l’equipaggio potrà osservare con i propri occhi fenomeni unici come un’eclissi solare locale, quando il Sole verrà occultato dalla Luna, offrendo agli astronauti una prospettiva simultanea di Terra e Luna.
Che cosa significa per l’equipaggio
Durante la perdita di contatto i quattro membri – il comandante Reid Wiseman, il pilota Victor Glover, la specialista Christina Koch e l’astronauta canadese Jeremy Hansen – opereranno in modalità autonoma, seguendo procedure validate per fasi senza supporto radio. I controlli di bordo e i sistemi di navigazione rimangono attivi: il team a Terra continuerà a monitorare tutto ciò che è possibile prima e dopo l’ombra. Per molti osservatori, si tratta di un test fondamentale della resilienza operativa della navicella in condizioni di comunicazione limitata.
Le tappe che hanno portato fin qui
Il lancio è stato eseguito con un razzo SLS che ha collocato la capsula in una traiettoria provvista di manovre di avvicinamento e di innalzamento dell’apogeo tramite il secondo stadio ICPS. Nelle ore successive al decollo si sono verificati piccoli inconvenienti tecnici, fra cui un breve blackout di comunicazioni durante un handover delle stazioni di terra e un guasto temporaneo al bagno di bordo; situazioni gestite senza compromettere la missione. In orbita bassa Orion ha poi eseguito test di prossimità, manovrando manualmente per avvicinarsi a un bersaglio posto sul secondo stadio, dimostrando la capacità di navigazione rispetto a un punto di riferimento reale.
Manovre chiave e obiettivi operativi
Tra le operazioni effettuate si segnala l’accensione del motore del modulo di servizio per la manovra di trasferimento lunare (in inglese translunar injection), che ha collocato la navicella su un’orbita di ritorno naturale verso la Terra. La traiettoria complessiva disegna una sorta di otto fra Terra e Luna e il profilo di volo complessivo porterà l’equipaggio a percorrere oltre 2,3 milioni di chilometri prima del rientro, in una missione della durata prevista di circa 10 giorni.
Il valore storico e i prossimi passi
Artemis II rappresenta il primo volo con equipaggio della nuova generazione dopo oltre mezzo secolo: un momento carico di simbolismo che mette alla prova sistemi, procedure e uomini. L’esperienza raccolta durante il sorvolo del lato nascosto fornirà dati preziosi per le future missioni con equipaggio che intendono stabilire una presenza sostenibile nello spazio profondo. La diretta della NASA seguirà la maggior parte delle fasi, lasciando volutamente l’istante in ombra come test reale dell’operatività senza contatto radio.
Quando Orion tornerà a riemergere dalla parte opposta, gli specialisti a Terra ristabiliranno i collegamenti e potranno valutare i dati raccolti durante l’assenza di segnale. Nel frattempo, il mondo osserverà questa finestra breve ma simbolica in cui quattro persone saranno più lontane dalla Terra di quanto molti esseri umani siano mai stati, portando avanti un programma che mira a rendere la presenza umana nello spazio più regolare e ripetibile.