> > Attesa OK - Giornata del credito: la sfida di finanziare l'energia del futuro

Attesa OK - Giornata del credito: la sfida di finanziare l'energia del futuro

Roma, 8 ott. (askanews) – Energia, sostenibilità e il contributo che la finanza può dare al percorso verso fonti più pulite sono stati i temi al centro della 58esima Giornata del credito, alla Camera di Commercio di Roma. La sfida è trovare le risorse per la transizione: un impegno che coinvolge il settore pubblico e la finanza privata, come spiega Fabio Pompei, amministratore delegato di Deloitte Italia.”I numeri sono decisamente imponenti perché le stime della Commissione Europea parlano appunto di investimenti per 660 miliardi l’anno dal ’26 al ’30 sul tema proprio della transizione energetica.

È evidente che investimenti di queste dimensioni non possono essere gestiti solamente attraverso il sistema pubblico, quindi è necessario un intervento del sistema finanziario anche privato, ma direi che soprattutto è importante creare un ecosistema in cui tutti gli stakeholder, tutti i protagonisti poi svolgano un ruolo complementare”.Energia e finanza sono quindi i temi scelti per questa edizione della Giornata del credito.

Il presidente dell’Associazione nazionale per lo studio dei problemi del credito, Ercole Pellicanò, spiega il legame tra i due settori.”Diciamo che la Giornata del Credito come concetto di base tende, ormai da 58 anni, a diffondere la cultura economico-finanziaria, fare cultura. Oggi abbiamo naturalmente un tema principale per il Paese, che è il problema dell’energia.

L’energia è enorme, non solo per il nostro Paese, ma per noi in particolare. E l’energia va sostenuta attraverso un supporto finanziario, le banche, il sistema finanziario, le assicurazioni e così via. Quindi riflettendo sull’argomento di quest’anno, ho messo insieme le due cose: energia e finanza, perché si completano e sono indispensabili insieme. Comunque l’energia è l’argomento principale di oggi ed il supporto delle banche e del sistema finanziario”.Per sostenere questi investimenti serve anche un maggiore impegno europeo. È la richiesta di Aurelio Regina, vicepresidente di Confindustria per l’Energia.”Uno studio che abbiamo realizzato come Confindustria negli anni scorsi indicava in 1100 miliardi di euro l’impegno, diciamo, economico come Sistema Paese per raggiungere gli obiettivi che l’Unione Europea ha condiviso con gli Stati membri. Sono una mole ingente che nessun Stato né singolarmente, né a livello di singoli investimenti privati può sopportare. Quindi occorre davvero un grande sforzo comune, un grande sforzo anche da parte dell’Unione Europea; in questo io credo che debba mettere a disposizione delle imprese e degli Stati membri, diciamo, una capacità di finanziamento ulteriore oltre quella dello singolo Stato”.

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