Milano, 13 ott. (askanews) – C’è un volto che, più di ogni altro, ha attraversato il Novecento fino a diventare un’icona universale: quello di Frida Kahlo. La mostra “Attraverso i miei occhi: Frida Kahlo e la costruzione del mito” ripercorre questo viaggio attraverso 75 scatti di 11 fotografi internazionali come spiega la curatrice Vittoria Mainoldi.
“Frida Kahlo è stata sicuramente sovraesposta in questi ultimi anni soprattutto considerando che non era famosa quando è morta. La sua riscoperta è avvenuta circa alla fine degli anni 80, del 900 però adesso Frida è ovunque su agendine, borsette, tazze, chi più ne ha più ne metta abbiamo una vera e propria icona. Icona anche nel senso etimologico del termine, ossia un oggetto bidimensionale spesso svuotato di significato.
Questa mostra cerca di ridare un pochettino tridimensionalità e lo fa mostrando 11 Frida Kahlo diverse. E l’ho fatta verso la fotografia perché Frida Kahlo, pur essendo pittrice, pittrice che faceva l’arco, uso dell’autoritratto, era anche un artista che aveva piena consapevolezza del potere della fotografia”. Stretto il rapporto tra Frida e la fotografia anche perchè il padre Guillermo era un fotografo professionista.”Frida però non fotografa, ma si fa fotografare tantissimo.
Alla sua morte abbiamo ritrovato state ritrovate alla sua morte, sono state ritrovate oltre 6000 stampe fotografiche, molte delle quali ritratti di Frida Kahlo, fatte da tantissimi fotografi diversi. Noi ne abbiamo selezionati solo 11″.La mostra aperta fino all’11 gennaio 2027 presso MYOWNGALLERY – Superstudio Più di Milano è soprattutto una riflessione sull’identità, sull’autorappresentazione e sulla costruzione del mito.