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Maltempo nel Trapanese, muore dopo una settimana in terapia intensiva: era stato travolto da una tromba d’aria

Maltempo nel Trapanese, muore dopo una settimana in terapia intensiva: era stato travolto da una tromba d’aria

Antonino Fortunato è morto dopo una settimana di terapia intensiva. Era stato travolto da una tromba d'aria mentre si trovava all'interno della sua auto.

È morto a una settimana esatta dal passaggio della tromba d’aria che ha colpito la provincia di Trapani. Antonino Fortunato, 65 anni, è deceduto all’ospedale Civico di Palermo, dove era ricoverato in terapia intensiva dopo essere rimasto gravemente ferito durante l’ondata di maltempo di venerdì 9 ottobre. L’uomo viaggiava in auto insieme alla moglie quando il veicolo è stato investito dalla violenza del vortice e si è ribaltato.

Fin dalle prime fasi dei soccorsi, le sue condizioni erano apparse particolarmente critiche.

Auto ribaltata durante la tromba d’aria: l’incidente e il ricovero in ospedale

Dopo l’incidente, Fortunato aveva ricevuto le prime cure dal personale sanitario del 118 ed era stato stabilizzato in una struttura ospedaliera del Trapanese.

La gravità dei traumi riportati aveva però reso necessario il trasferimento d’urgenza all’ospedale Civico di Palermo, dove i medici hanno potuto garantirgli un’assistenza rianimatoria avanzata.

Nonostante le cure, il quadro clinico del 65enne è progressivamente peggiorato, fino al decesso dopo sette giorni di ricovero. L’uomo era stato indicato fin dall’inizio come il ferito più grave tra quelli registrati durante l’emergenza meteorologica.

La sua morte aggrava il bilancio di una giornata segnata da numerosi danni e momenti di paura per i residenti dei comuni coinvolti. La tromba d’aria aveva infatti investito diverse aree del territorio, provocando il ribaltamento di automobili e danneggiando edifici, strade e infrastrutture.

Trombe d’aria tra Marsala, Petrosino e Mazara del Vallo

La mattina del 9 ottobre, due trombe marine formatesi al largo si erano spinte verso la terraferma, interessando le zone di Marsala, Petrosino e Mazara del Vallo. Le forti raffiche avevano sradicato alberi, divelto recinzioni e guardrail, abbattuto muri e scoperchiato edifici, causando danni anche ad abitazioni e aziende agricole.

Prima della morte di Fortunato, il bilancio dell’emergenza contava undici feriti. Tra loro c’erano anche sei bambini, rimasti lievemente colpiti dai frammenti delle finestre andate in frantumi all’interno dell’istituto scolastico Alcide De Gasperi di Marsala.

La violenza del fenomeno aveva reso necessari interventi urgenti per mettere in sicurezza le aree danneggiate e assistere le persone in difficoltà. I Comuni interessati avevano attivato i Centri operativi comunali (Coc) per coordinare le operazioni, gestire gli sfollati e organizzare gli interventi necessari. A una settimana dall’accaduto, la morte di Antonino Fortunato aggiunge un tragico epilogo a un’emergenza che aveva lasciato dietro di sé feriti e ingenti danni materiali.

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