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Autonomia: Boccia a Meloni , 'è in Costituzione ma spacca Italia e impoverisce mezzo Paese'

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Roma, 25 giu. (Adnkronos) - “Io capisco che oggi dopo l’esito elettorale di ieri la destra e Giorgia Meloni siano in difficoltà. La difficoltà però non può arrivare a fare assumere comportamenti infantili e pericolosi come quello sulla legge elettorale dei com...

Roma, 25 giu. (Adnkronos) – “Io capisco che oggi dopo l’esito elettorale di ieri la destra e Giorgia Meloni siano in difficoltà. La difficoltà però non può arrivare a fare assumere comportamenti infantili e pericolosi come quello sulla legge elettorale dei comuni: la destra sembra oggi il bambino che ha perso la partita e si porta via il pallone. Ma soprattutto la difficoltà non può arrivare a far rasentare il ridicolo come oggi fa Giorgia Meloni che cita, in merito all’autonomia, mie affermazioni parziali fatte ad un’assemblea Anci del 2019". Così il presidente dei senatori del Pd Francesco Boccia replica ad alcune affermazioni di Giorgia Meloni.

"Ricordo a Giorgia Meloni che la parola autonomia è scritta in Costituzione. Ma che, come giustamente dice il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, ‘rafforza l’unità nazionale se attua il principio di sussidiarietà’. Forse nessuno dei collaboratori della Premier le ha fatto notare che i principi di sussidiarietà, differenziazione e adeguatezza disciplinati dalla Costituzione all’articolo 118 sono traditi e completamente calpestati dalla riforma spaccaItalia di Calderoli che la stessa Meloni, facendo un gravissimo errore politico, sta difendendo e sostenendo".

"La riforma della destra si limita ad attuare solo il comma 3 dell’articolo 116 che riguarda il portafogli, così come ha sempre chiesto la Lega. Per questo contestiamo una riforma che cristallizza le diseguaglianze, smonta il bilancio dello Stato e impoverisce il Paese al Sud, nelle aree interne e nelle aree di montagna. A loro interessa solo l’utilizzo dei soldi! L’autonomia che proponevamo noi era un’autonomia che attuava la sussidiarietà, che si ispirava a Don Sturzo e non ad Alberto da Giussano".

"Nel nostro modello -continua Boccia- si prevedeva prima di ogni altra cosa l’individuazione prioritaria di alcuni Lep fondamentali su assistenza, traporti, scuola e sanità e il loro finanziamento preventivo. E in ogni caso l’attesa dei Lep anche per le materie non Lep ma che incidevano sugli assetti delle Regioni e del bilancio dello Stato. Nell’autonomia differenziata di Calderoli e di Giorgia Meloni non ci sono fondi per i Lep. E la destra dice una bugia quando afferma che questa riforma è a costo zero, perché senza fondi non ci sarà mai perequazione. Può garantire pubblicamente Giorgia Meloni che non firmerà intese nemmeno sulle materie non Lep come invece chiedono Zaia e Fontana? Quando ero ministro avevo fatto inserire nella Manovra approvata a dicembre 2020 un fondo di perequazione di 4,6 miliardi per le infrastrutture. Fondo che il governo di Giorgia Meloni ha cancellato".

"E noi portammo l’impianto della nostra autonomia prima in Conferenza Stato-Regioni ottenendo il via libera unanime e preventivo proprio perché garantivamo quella sussidiarietà. Calderoli la sua riforma l’ha portata prima in Cdm ignorando gli enti territoriali, e poi spaccando le due conferenze (Stato-Regioni e Unificata), dividendo per la prima volta regioni e comuni. Consiglio a Giorgia Meloni di smaltire la rabbia per la sconfitta e di evitare polemiche pretestuose”.