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Madre e figlia avvelenate, nessuna traccia di ricina nei campioni analizzati: restano i dubbi sulle cozze

Madre e figlia avvelenate, nessuna traccia di ricina nei campioni analizzati: restano i dubbi sulle cozze

Continuano le indagini sul caso delle donne avvelenate con la ricina. Durante le feste avrebbero mangiato delle cozze che non sono state analizzate. Sono in corso anche le verifiche sui rifiuti.

Non sarebbero state rilevate tracce di ricina nei materiali esaminati dagli esperti del Robert Koch Institute di Berlino nell’ambito delle indagini sulla morte di Antonella Di Ielsi e della figlia Sara Di Vita, avvenuta nel dicembre 2025 a Pietracatella, in provincia di Campobasso, in un caso di sospetto avvelenamento. A riferire l’esito degli accertamenti è stato in diretta l’inviato della trasmissione Dentro la Notizia.

Il risultato riguarda esclusivamente i campioni sottoposti ad analisi e non permette di escludere che la sostanza tossica potesse essere presente in un alimento che non è stato recuperato. Proprio questa circostanza mantiene aperti alcuni interrogativi sulla possibile origine dell’avvelenamento e sulle ultime ore trascorse da madre e figlia prima della morte.

Avvelenate con la ricina: il giallo delle cozze consumate durante le feste

Tra gli elementi al centro degli accertamenti ci sono le cozze che sarebbero state consumate durante le festività natalizie. Secondo quanto riferito, i molluschi non sarebbero mai stati inviati ai laboratori tedeschi e non rientrerebbero quindi tra gli alimenti analizzati dagli esperti.

Si tratterebbe, inoltre, dell’unico cibo consumato durante le feste per il quale non sarebbe stato possibile recuperare un campione da sottoporre a esame.

Gli investigatori stanno cercando di capire se le cozze possano avere avuto un ruolo nella vicenda, ma al momento non esistono riscontri scientifici che dimostrino la presenza di ricina nei molluschi.

L’assenza di un campione impedisce di effettuare una verifica diretta e di confermare o escludere questa ipotesi attraverso un’analisi dell’alimento. Le indagini proseguono quindi anche per ricostruire che cosa sia accaduto al cibo dopo il consumo.

Le verifiche sui rifiuti e l’audizione di Gianni Di Vita

Per chiarire che fine abbiano fatto le cozze, gli investigatori stanno verificando anche la gestione dei rifiuti domestici del 22 e 23 dicembre, nei giorni precedenti alla morte di Antonella e Sara. La spazzatura sarebbe stata ritirata nelle prime ore del mattino, ma resta da stabilire se i molluschi siano stati effettivamente gettati e, in caso affermativo, quando.

Sul tema è stato ascoltato anche Gianni Di Vita, marito di Antonella e padre di Sara. Durante una delle audizioni, l’uomo avrebbe spiegato che ogni mattina era solito raccogliere la spazzatura e portarla nel cassonetto più vicino. Questa dichiarazione, tuttavia, non chiarisce se le cozze siano finite tra quei rifiuti né consente di ricostruire con certezza il momento in cui sarebbero state eliminate.

Gli accertamenti restano in corso per ricostruire la sequenza degli eventi e verificare le diverse ipotesi investigative. Al momento, secondo le informazioni riferite, non risultano persone indagate per l’ipotesi di avvelenamento in relazione alla morte di Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita.

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