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Avvelenate con la ricina a Pietracatella, Gianni Di Vita rompe il silenzio: "Sono esasperato"

Avvelenate con la ricina a Pietracatella, Gianni Di Vita rompe il silenzio: "Sono esasperato"

Gianni Di Vita si sfoga a "La vita in diretta" dopo la morte della moglie e della figlia: «Non ce la faccio più». Intanto, gli investigatori fotografano alcune piante di ricino a Casacalenda.

A quasi dieci mesi dalla morte di Antonella Di Ielsi e della figlia Sara, avvelenate con la ricina a Pietracatella, Gianni Di Vita rompe il silenzio e si lascia andare a uno sfogo davanti alle telecamere di “La vita in diretta”. Intanto, le indagini proseguono con nuovi sopralluoghi e accertamenti sulla presenza di piante di ricino, mentre gli investigatori continuano a ricostruire la vicenda.

Mamma e figlia avvelenate con la ricina, nuovi sopralluoghi a Casacalenda: fotografate alcune piante

Nel frattempo, le indagini sulla morte di Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita proseguono su più fronti. Come riportato da Fanpage, il 19 ottobre gli agenti della Squadra Mobile hanno raggiunto Casacalenda, in Molise, dopo la segnalazione di un cittadino relativa alla presenza di alcune piante di ricino.

Gli investigatori avrebbero fotografato gli esemplari e documentato il ritrovamento attraverso un verbale, senza disporre alcun sequestro. L’episodio ha attirato particolare attenzione per la vicinanza al liceo delle Scienze Umane Silvio Di Lalla, dove insegna Laura Di Vita, cugina di Gianni, istituto già interessato da verifiche informatiche nell’ambito dell’inchiesta coordinata dalla Procura di Larino.

Segnalazioni analoghe sono arrivate anche da Riccia, in Molise, e Castelpagano, nel Beneventano, oltre che da altre aree del territorio. La presenza della pianta, tuttavia, non costituisce di per sé una prova di un collegamento con il duplice omicidio.

Parallelamente, gli inquirenti stanno cercando di ricostruire l’origine di alcune ricerche online sulla ricina, con l’obiettivo di individuare il dispositivo dal quale sarebbero state effettuate. Proseguono inoltre gli approfondimenti sulla sfera privata della coppia e sulla crisi coniugale. Nel corso di un interrogatorio, Gianni Di Vita avrebbe confermato di aver avuto una relazione extraconiugale con una donna sposata, un aspetto che gli investigatori starebbero valutando anche alla luce di alcuni vecchi messaggi della moglie rinvenuti sul telefono dell’uomo. La pista passionale resta tra quelle al vaglio, mentre non è escluso che nei prossimi giorni possano essere ascoltate altre persone.

Mamma e figlia avvelenate con la ricina, lo sfogo di Gianni Di Vita: “Non ce la faccio più”

A quasi dieci mesi dalla morte di Antonella Di Ielsi e della figlia quindicenne Sara, decedute nel dicembre 2025 a Pietracatella, in provincia di Campobasso, dopo un avvelenamento da ricina, Gianni Di Vita torna a parlare pubblicamente della tragedia. Intervenuto davanti alle telecamere di La vita in diretta, su Rai 1, l’uomo ha manifestato tutta la propria esasperazione per le continue domande sulla vicenda, chiedendo di poter affrontare il lutto lontano dall’attenzione mediatica. «Sono passati dieci mesi, sono esasperato. Non ce la faccio più, rendetevi conto che ho perso una moglie e una figlia», ha dichiarato. Di Vita ha poi spiegato di non voler condividere il proprio dolore davanti ai giornalisti: «Il dolore è una cosa intima, privata. Io ne parlo con mia figlia, con i miei cari, con i miei amici. Non ne posso parlare davanti a un microfono». Infine, ha rivolto un appello a chi segue il caso: «Datemi fiducia un attimo, per un secondo pensate che io sia innocente».

 

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