Nel periodo compreso tra maggio 2026 e aprile 2026 sono state accolte in comunità 622 personecon un prevalente profilo maschile (524 uomini e 98 donne) e un’età media di 34 anni. Questo periodo di osservazione offre una fotografia netta dei cambiamenti nelle dipendenze: le sostanze stimolanti hanno preso il posto degli oppiacei tradizionali come elemento dominante nei nuovi ingressi.
Prevalenza di cocaina, crack e cannabis tra i nuovi ingressi
Tra le persone analizzate, l’uso di cocaina è risultata estremamente diffusa, coinvolgendo il 93,7% degli ospiti, mentre il crack è presente nel 63,1% dei casi. La cannabis mantiene una diffusione significativa, con una incidenza del 88,9%. Al contrario l’uso di eroina risulta ridimensionato rispetto al passato, con una prevalenza del 34,2%.
Dipendenza primaria e modalità di assunzione
Analizzando la sostanza indicata come principale causa di dipendenza, emerge che il 31% degli ingressi riporta la cocaina come dipendenza primaria e il 30% indica il crack. Solo il 9,1% ha l’eroina come dipendenza primaria. Sul fronte delle modalità di assunzione, l’uso per via iniettiva è risalito al 20,5% rispetto al periodo precedente, rimane però ben al di sotto dei livelli registrati nel 2015, quando era al 42%.
Questo cambiamento evidenzia una trasformazione nei comportamenti di consumo.
Policonsumo e legame con l’alcol
Il fenomeno del policonsumo è una caratteristica dominante: il 87,7% dei nuovi ingressi assume più sostanze contemporaneamente. In molti casi si osserva la combinazione di stimolanti, cannabis e alcol, con il 60,4% degli ospiti che dichiara problemi legati all’alcolche vanno dal binge drinking fino a forme di dipendenza più strutturate. La convivenza di alcol e stimolanti è segnalata come un fattore che complica il quadro clinico e riabilitativo.
Andamento delle droghe sintetiche
Tra le sostanze sintetiche si registra un calo complessivo: l’ecstasy scende al 30,1%gli allucinogeni al 29%le anfetamine al 29,1% e la ketamina al 39,1%. Nonostante questo decremento, la forte incidenza di cocaina, crack e cannabis mantiene elevata la percentuale di poliassuntori.
Profilo demografico, giovani e impatti familiari
Il campione osservato mostra che il 41% degli ingressi ha un’età compresa tra i 26 e i 35 annimentre il 18,2% è under 25. L’età media è confermata a 34 annicon le donne che presentano una media leggermente inferiore (circa 30 anni). Preoccupa il dato sull’età di primo contatto con la cocaina: il 52,2% degli ospiti ha iniziato entro i 20 anni e la percentuale sale al 65,9% entro i 25 anni.
Minori, figli e trasmissione generazionale
Nel periodo considerato sono entrati in comunità 24 minorennidi cui 10 avevano già provato cocaina o crack prima dell’ingresso. Tra gli adulti, 170 persone hanno lasciato a casa almeno un figlio, evidenziando l’impatto sulla dimensione familiare. Inoltre 156 ospiti (pari al 25,1%) dichiarano di avere almeno uno dei genitori con una storia di dipendenza, segnalando una persistenza del problema attraverso le generazioni.
Il gruppo osservato comprende anche fasce anagrafiche più mature: 89 persone erano over 45, pari al 14,3% del totale. Tra gli ingressi figurano 48 stranieri, per lo più già presenti sul territorio italiano.
Dal punto di vista territoriale, i nuovi ingressi provengono da tutto il paese, con una maggiore rappresentanza dalle regioni Emilia-RomagnaLombardiaToscana e Campaniaa conferma della diffusione capillare del fenomeno su scala nazionale.
