I listini del Vecchio continente hanno chiuso la giornata in ordine sparso dopo due fatti che hanno dominato il sentiment: la decisione della Fed di mantenere i tassi invariati e la firma della tregua tra Usa e Iran da parte del presidente Donald Trump. In questo quadro, gli scambi non hanno trovato una direzione univoca e i movimenti dei singoli titoli hanno determinato l’andamento delle principali piazze finanziarie.
Il quadro delle materie prime ha contribuito al nervosismo: il prezzo del petrolio è sceso sotto i 75 dollari al barile, con valori attorno a 74,89 dollari al barile mentre il gas registra un ribasso verso i 40,98 euro al MWh. Anche il cambio euro-dollaro ha mostrato oscillazioni, attestandosi intorno a 1,146 in alcune rilevazioni.
Performance dei listini: Francoforte in testa, Londra in calo, Milano in equilibrio
Le borse europee si sono mosse su ritmi diversi: Francoforte è risultata la migliore segnando un incremento vicino allo 0,4% mentre Londra è risultata la peggiore con ribassi intorno allo 0,8% dopo la decisione della Bank of England di lasciare invariati i tassi.
Piazza Affari ha oscillato sulla parità, appesantita in particolare da alcune performance negative nel comparto industriale e petrolifero.
Titoli industriali e petroliferi sotto pressione
Tra i nomi più penalizzati spiccano Saipem in forte ribasso, e Stellantis che ha ceduto terreno in scia alla debolezza del settore automobilistico europeo. Il calo del petrolio ha inciso anche sui titoli energetici: Eni ha perso circa due punti percentuali, scendendo verso i 21,4 euro per azione.
Banche, semiconduttori ed energia: chi ha sostenuto i listini
Nel comparto bancario sono arrivati pochi spunti ma significativi: Unicredit e Banco Bpm hanno registrato acquisti, con rialzi superiori al punto percentuale, contribuendo a sostenere il mercato italiano. In parallelo, i produttori di semiconduttori hanno beneficiato di una corsa degli acquisti in Asia, con Stm tra i positivi e guadagni superiori all’1% in più rilevazioni.
Gas e spread: livelli e tensioni
Nel settore energetico il prezzo del gas ha segnato un calo significativo, intorno al 3%, con quotazioni attorno ai 40,6-40,98 euro al MWh a seconda delle rilevazioni. Sul fronte dei titoli di Stato, lo spread Btp-Bund a 10 anni è rimasto relativamente stabile tra i 70 e i 71 punti base con l’indicazione di mercati che non mostrano particolari tensioni sui differenziali.
Dinamiche internazionali e riflessi sui mercati
La combinazione della pausa nei rialzi della Fed e della tregua firmata tra Usa e Iran ha ridotto una parte dell’incertezza geopolitica, ma non ha fornito impulsi sufficienti a imprimere un trend chiaro ai mercati azionari. I future americani si sono presentati positivi in assenza di nuovi dati macroeconomici rilevanti, mentre le oscillazioni di commodity e valute hanno limitato i movimenti dei listini europei.
Il rendimento del titolo di stato italiano a 10 anni è stato osservato in qualche rilevazione sopra il 3,6%, vicino a valori come il 3,63% segnalato in certe letture, a indicare modestamente un aumento dei rendimenti rispetto a momenti di maggiore calma. Questi livelli, insieme ai movimenti sui titoli energetici e industriali, hanno definito una giornata di scambi caratterizzata più da rotazioni settoriali che da un chiaro orientamento direzionale.
