Da un pò di tempo si sente parlare dei cosiddetti borseggiatori col Pos, ovvero la possibilità di rubare direttamente dalla carta di credito con la tecnologia contactless. Ma, è davvero possibile o è solo una leggenda metropolitana?
Borseggio col Pos: in cosa consiste?
Era l’estate del 2025 quando è arrivata la prima segnalazione, quando una donna di 36 anni era stata trovata in possesso di un Pos pirata, ovvero un dispositivo in grado di fare pagamenti automatici una volta avvicinato alle carte di credito delle persone.
Ecco che ora, a Napoli, è giunta una nuova segnalazione: un uomo ha infatti denunciato di aver trovato un addebito di 50 euro eseguito tramite Pos. Secondo quanto ricostruito dal giornalista Gennaro Scala sarebbe un furto tramite Pos. In poche parole si imposta la cifra (che non deve essere superiore a 50 euro perché altrimenti viene richiesto il pin), si avvicina al portafoglio ed ecco fatto. Ma, è davvero così facile riuscirci?
Borseggio col Pos, come funziona davvero?
Diciamolo subito, a livello teorico il borseggio col Pos è possibile, a livello pratico risulta essere assai complicato. Per riuscirci infatti il “Pos pirata” deve essere a meno di 4 cm dalla carta di credito, in quanto lo scambio dei dati avviene tramite lo standard internazionale Iso/Iec 14443 e sfruttando la tecnologia Nfc e, inoltre, non devono esserci ostacoli tra Pos e carta. Quindi, è assai remoto subire un furto tramite un Pos pirata sulla carta di credito, ancora più difficile col telefono, in quanto quando si paga col cellulare viene richiesto o il riconoscimento facciale o l’impronta digitale. Insomma, il borseggio col Pos sembra sempre più una leggenda metropolitana.