La giunta del Piemonte ha ridistribuito le deleghe lasciate vacanti dopo l’uscita dell’ex vicepresidente ed ex assessora di Fratelli d’Italia, Elena Chiorino, coinvolta nell’affaire Delmastro. In questa riorganizzazione la consigliera regionale novarese Daniela Cameroni riceve l’incarico su Formazione, Istruzione e Merito e sulle società a partecipazione regionale, mentre al vicepresidente Maurizio Marrone vengono affidate le rimanenti deleghe dedicate al Lavoro e al Welfare aziendale, oltre ai compiti che già svolge.
Come sono state ripartite le deleghe
La scelta operativa separa il portafoglio dell’ex assessora in due tronconi: uno tecnico-amministrativo affidato a Cameroni con responsabilità su istruzione, formazione e gestione delle partecipate, e l’altro legato alle politiche del lavoro e del welfare passato a Marrone. Questa soluzione è stata motivata dal presidente della Regione, Alberto Cirio, come un modo per favorire equilibrio e continuità nell’attività di governo e per mantenere attivi i progetti avviati negli ultimi anni, garantendo al contempo una netta separazione dei ruoli.
Deleghe confermate e aggiunte
Oltre al Lavoro e al Welfare aziendale, Marrone mantiene competenze su politiche sociali e integrazione socio‑sanitaria, emigrazione e cooperazione decentrata e internazionale, nonché su usura, beni confiscati e politiche della casa. La mossa ridisegna responsabilità operative senza creare sovrapposizioni, poiché la direzione regionale competente per Formazione e Lavoro resterà unita per favorire una maggiore sinergia amministrativa e gestionale.
Profili politici e scelte di equilibrio
La nomina di Daniela Cameroni (imprenditrice, novarese, consigliera regionale dal 2026) risponde anche a considerazioni politiche interne alla maggioranza e alla necessità di mettere al centro figure femminili dopo l’uscita di Chiorino. Secondo i vertici regionali la scelta mira a rassicurare alleati e stakeholder, evitando tensioni e garantendo rappresentanza territoriale e partitica. La composizione degli incarichi tiene conto delle correnti interne a Fratelli d’Italia e delle esigenze di bilanciamento tra competenze tecniche e peso politico.
Un segnale verso il tessuto produttivo
La decisione di attribuire il Lavoro alla vicepresidenza è stata letta come un segnale politico ed operativo: per il presidente Cirio il lavoro è un tema strategico che richiede visibilità e continuità nella gestione dei tavoli di crisi industriale e nelle politiche attive per l’occupazione. La scelta punta a conservare una linea unitaria nella gestione di vertenze complesse e nei rapporti con sindacati e imprese.
Priorità e dossier aperti
Tra le questioni immediate che le nuove deleghe dovranno affrontare ci sono i tavoli industriali più delicati, la riorganizzazione dei criteri per le borse di studio e dei voucher scuola, la governance dell’Agenzia regionale per il lavoro e la programmazione legata ai fondi europei. Su questi fronti la continuità amministrativa promessa dalla direzione unificata di Formazione e Lavoro dovrà tradursi in interventi rapidi e coordinati per non bloccare procedure e progetti già avviati.
Atti formali e prossimi passi
Il presidente regionale ha annunciato che nelle prossime ore sottoscriverà gli atti di nomina che ufficializzeranno la nuova composizione degli incarichi. Nel frattempo il lavoro amministrativo proseguirà con l’obiettivo di assicurare una transizione senza interruzioni: dall’attuazione dei programmi per il lavoro alla gestione delle partecipate, le nuove deleghe dovranno garantire efficacia operativa e dialogo continuo con i portatori di interesse.
Impatto sul piano politico-amministrativo
La redistribuzione delle responsabilità rappresenta un riassetto che coniuga esigenze politiche e necessità operative. L’ingresso di Cameroni nelle deleghe formative e il rafforzamento del ruolo di Marrone nel lavoro delineano una strategia che punta a mantenere la stabilità della giunta e la capacità di risposta alle emergenze socioeconomiche del territorio. Resta centrale la promessa di sinergia amministrativa, con la direzione regionale che fungerà da collante tra le due aree di intervento.