Argomenti trattati
La serata del 22 all’Arena di Verona ha segnato la conclusione ufficiale dei Giochi Invernali di Milano Cortina 2026 con uno spettacolo che ha intrecciato sport, musica e arti performative. Intitolata “Beauty in Action”, la cerimonia ha raccontato l’Italia attraverso scene d’opera, coreografie, installazioni d’acqua e un ampio cast artistico, mentre sul palco si sono alternati ballerini, cantanti e dj di rilievo internazionale.
Uno spettacolo che unisce generi e territori
La serata ha preso avvio con un omaggio alla grande tradizione lirica italiana: brani come La Traviata hanno aperto il racconto, con figure emblematiche dell’opera che hanno preso vita nel suggestivo scenario dell’anfiteatro veronese. A seguire, le coreografie di Aterballetto e momenti sinfonici hanno collegato simbolicamente le Alpi al mare, recuperando temi visivi e sonori che hanno accompagnato il percorso dei Giochi.
Musica pop e danza contemporanea
Accanto alla lirica, lo show ha alternato brani pop e performance contemporanee: artisti come Margherita Vicario, Davide Shorty con i Calibro 35 e Joan Thiele hanno proposto medley moderni, mentre il mondo della danza è stato incarnato da Roberto Bolle, protagonista con numeri coreografici ispirati al ciclo dell’acqua, che hanno richiamato la forza vitale degli scenari italiani rappresentati sul palco.
Il tributo ai volontari e il momento dance di Gabry Ponte
Tra i passaggi più emozionanti della serata è emerso l’omaggio ai migliaia di volontari che hanno reso possibile l’evento. Guidati dal novantenne Mario Gargiulo, già presente a Cortina 1956, i volontari hanno formato coreograficamente il numero “26” per celebrare l’edizione dei Giochi. Questo segmento è stato accompagnato dal set di Gabry Ponte, che ha scelto brani iconici come “Blue – Da Ba Dee” per marcare il ringraziamento collettivo e trasformare l’Arena in una festa dance.
Il ruolo di Gabry Ponte
Gabry Ponte, uno dei dj italiani più ascoltati a livello globale, ha avuto il compito di dare ritmo all’omaggio: il suo intervento ha bilanciato la serata tra tradizione e modernità, portando l’energia della musica elettronica in dialogo con il percorso narrativo della cerimonia. Il set ha rappresentato un ponte tra il pubblico più giovane e le forme artistiche classiche che hanno caratterizzato la messa in scena.
Atleti, premiazioni e simboli istituzionali
La Victory Ceremony ha mantenuto i toni protocollari con la proclamazione dei podi olimpici e la premiazione degli atleti. Tra i momenti sportivi più intensi, la cerimonia ha celebrato i vincitori della 50 km di fondo: tra le donne Ebba Andersson (oro), Heidi Weng (argento) e Nadja Kaelin (bronzo); tra gli uomini Johannes Høsflot Klæbo (oro), Martin Loewstroem Nyenget (argento) e Emil Iversen (bronzo). In parallelo è stato mostrato il tricolore e la Fiaccola Olimpica ha fatto il suo ingresso, portata dai quattro fondisti campioni di Lillehammer: Maurilio De Zolt, Marco Albarello, Giorgio Vanzetta e Silvio Fauner.
Passaggio di consegne e leadership internazionale
Al termine della cerimonia è avvenuto il tradizionale passaggio di consegne: i sindaci di Milano e Cortina hanno consegnato la bandiera olimpica ai rappresentanti delle regioni francesi che ospiteranno i Giochi invernali del 2030. I saluti istituzionali hanno incluso gli interventi di Giovanni Malagò e la dichiarazione di chiusura pronunciata da Kirsty Coventry a nome del CIO. Sul fronte politico, la premier Giorgia Meloni era presente, mentre tra i leader internazionali si segnalava l’assenza di alcuni capi di Stato.
Impatto scenico e sostenibilità
Lo spettacolo, realizzato dall’Agenzia Filmmaster con la direzione artistica di Alfredo Accatino, ha puntato anche su soluzioni scenografiche sostenibili: materiali in legno, più di 10.000 led e meccanismi scenici a basso impatto hanno contribuito a una messa in scena che ha voluto rappresentare il territorio italiano in modo responsabile. L’uso dell’acqua e gli elementi luminosi hanno reso l’Arena uno spazio trasformabile, capace di raccontare storie diverse senza perdere coerenza narrativa.
La chiusura vera e propria ha visto il calare dei bracieri a Milano e a Cortina e un ultimo momento di festa con esibizioni dance che hanno coinvolto artisti come Major Lazer, Alfa e Achille Lauro, fino al finale che ha ricomposto le scenografie e i costumi ispirati all’opera. Verona rimane protagonista: oltre alla cerimonia di chiusura ospiterà anche l’apertura delle Paralimpiadi il 6 marzo, completando così il calendario degli eventi legati a Milano Cortina 2026.