Cernobbio si è trasformata in un grande museo a cielo aperto. La mostra “Tracce” di Davide Dall’Osso, secondo capitolo del progetto artistico diffuso Ombre e Presenze, ha portato nelle vie della città sul lago un percorso di installazioni contemporanee capace di trasformare una semplice passeggiata in un’esperienza culturale immersiva.
Il progetto, ideato dal Comune di Cernobbio insieme alla Galleria GALP, si inserisce in un percorso triennale dedicato ai temi della presenza e dell’assenza, della materia e della sua dissoluzione nello spazio.
Dopo il successo della prima edizione del 2025, che aveva portato nelle strade della città i monumentali animali dello scultore Stefano Bombardieri, il nuovo capitolo ha proposto la leggerezza e la poesia visiva delle opere di Dall’Osso.
“Tracce”, un itinerario artistico tra lago, architetture e città
La mostra ha invitato il pubblico a esplorare Cernobbio seguendo un itinerario composto da 15 installazioni e circa 60 sculture, distribuite tra il lungolago, l’area pedonale, Villa Bernasconi e gli spazi espositivi.
Non si è trattato di una semplice esposizione, ma di un percorso urbano in cui arte, paesaggio e architettura hanno dialogato in modo continuo. Le opere, spesso trasparenti o attraversate dalla luce, sono apparse come presenze sospese, capaci di emergere e dissolversi nel paesaggio del lago.
Il titolo “Tracce” si è ispirato alla poesia Per un teatro clandestino di Antonio Neiwiller, da cui nasce l’idea di segni, memorie e indizi disseminati nello spazio urbano.
Davide Dall’Osso, sculture nate dallo scarto e sostenibilità
Il lavoro di Dall’Osso è legato alla sostenibilità ambientale e al riuso dei materiali. Le opere sono nate da scarti industriali come policarbonato e plexiglas, trasformati in sculture leggere, trasparenti e luminose. La materia è diventata linguaggio per raccontare temi universali come resilienza, rinascita, empatia, giustizia e conoscenza. Alcune installazioni hanno introdotto il colore come elemento simbolico di apertura e inclusione.
«Viviamo tempi precari – ha spiegato l’artista – in cui ciò che sembrava certo può sgretolarsi in un attimo. Ci aggrappiamo alle tracce del passato per orientarci nel presente e non essere travolti dal futuro».
Cernobbio, l’arte nello spazio urbano
La forza di “Tracce” è emersa nel rapporto diretto con la città. Le sculture non sono state semplicemente esposte, ma hanno abitato lo spazio urbano, dialogando con il lago, le architetture liberty e gli scorci del centro storico.
Passeggiando per Cernobbio, il visitatore ha incontrato figure sospese e presenze silenziose, inserite tra giardini, piazze e lungolago. Un invito a leggere la città attraverso una mappa poetica fatta di arte contemporanea e percezione.
Ombre e presenze, un progetto triennale di arte diffusa
Ombre e Presenze nasce con l’obiettivo di trasformare Cernobbio in un laboratorio permanente di arte contemporanea diffusa. Ogni anno un artista diverso è chiamato a confrontarsi con il tema dell’“essere qui e ora”, attraverso opere pensate per il tessuto urbano. La prima edizione ha visto protagonista Bombardieri con sculture monumentali; questo secondo capitolo ha invece privilegiato leggerezza e trasparenza, offrendo un’esperienza più intima e contemplativa.
Fino al 4 ottobre, le vie della città costituiranno un itinerario artistico continuo, guidato dalle “tracce” lasciate dallo scultore.