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Incidente nella centrale di Zaporizhzhia: l'Aiea denuncia un attacco con drone all'edificio delle turbine

Incidente nella centrale di Zaporizhzhia: l'Aiea denuncia un attacco con drone all'edificio delle turbine

L'Aiea ha ricevuto notifica di un colpo con drone all'edificio delle turbine della centrale di Zaporizhzhia; l'agenzia internazionale chiede di ispezionare il sito e sottolinea i rischi per la sicurezza nucleare

La Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (AIEA) è stata informata dalla direzione della centrale di Zaporizhzhia che un drone avrebbe colpito oggi l’edificio delle turbine all’interno del sito nucleare, provocando un foro nella parete. La notizia è stata riportata attraverso i canali ufficiali dell’agenzia, che ha espresso preoccupazione per le possibili conseguenze sull’operatività e sulla sicurezza dell’impianto.

Il direttore generale dell’AIEA, Rafael Grossi, ha definito l’episodio come un evento che grava su principi e misure di protezione già stabiliti per le centrali nucleari in situazioni di conflitto. L’agenzia ha inoltre dichiarato di aver richiesto l’accesso al sito per verificare di persona i danni e acquisire dettagli tecnici sull’accaduto.

Il tipo di danno e le implicazioni immediate

Secondo la comunicazione dell’AIEA, l’impatto avrebbe provocato un foro nella parete dell’edificio delle turbine, una struttura che non ospita il combustibile nucleare ma che è comunque parte integrante del complesso produttivo e della sicurezza dell’impianto. Sebbene l’edificio delle turbine non contenga le unità di reattore, qualsiasi danno alle infrastrutture esterne può avere ricadute operative e logistiche, compresa l’interruzione di sistemi ausiliari essenziali.

Rischi per la sicurezza nucleare

L’AIEA ha ricordato che esistono sette pilastri considerati indispensabili per mantenere la sicurezza negli impianti nucleari durante un conflitto, oltre a cinque principi concreti che regolano la protezione delle strutture. Un attacco, anche se diretto a una parte non nucleare del sito, può mettere a rischio l’integrità complessiva dei sistemi di supporto e complicare l’accesso del personale tecnico per interventi di manutenzione o emergenza.

La dichiarazione di Grossi

Il direttore generale ha usato un’immagine netta per sottolineare la gravità della situazione: definire gli attacchi a siti nucleari come «giocare con il fuoco». Con queste parole l’AIEA ribadisce che qualsiasi operazione militare o azione violenta nelle vicinanze di impianti nucleari aumenta il rischio di incidenti a catena e mette a repentaglio centinaia di operatori e la popolazione circostante.

La richiesta di accesso e le operazioni dell’Aiea

L’équipe dell’AIEA presente o designata per intervenire a Zaporizhzhia ha formalmente chiesto di ottenere accesso al perimetro interessato per poter condurre un’ispezione diretta dell’edificio colpito. L’ispezione in loco è necessaria per valutare l’entità dei danni, verificare eventuali compromissioni dei sistemi secondari e raccogliere dati utili a un rapporto tecnico dettagliato.

Procedure di verifica

La procedura standard prevede un sopralluogo con personale qualificato che esamini i danni strutturali, i collegamenti elettrici e i sistemi ausiliari. L’AIEA ha precisato che aggiornerà le informazioni pubbliche non appena la sua squadra avrà completato la valutazione e potrà fornire dati verificati. Questa prassi è fondamentale per evitare speculazioni e per permettere interventi mirati di ripristino o mitigazione dei rischi.

Contesto e importanza della protezione degli impianti

Le centrali nucleari in aree di conflitto rappresentano un punto di massima attenzione per la comunità internazionale. L’AIEA e altre organizzazioni hanno stabilito linee guida per evitare che impianti siano bersaglio o subiscano danni collaterali. Tra questi standard figurano disposizioni che vietano espressamente attacchi da o contro gli stabilimenti nucleari, proprio per preservare sia il materiale radioattivo sia l’infrastruttura critica che garantisce la sicurezza.

Precedenti e segnalazioni

L’agenzia ha segnalato che, se confermato, si tratterebbe del primo episodio di un drone penetrato all’interno del perimetro del sito dopo un periodo di relativa calma registrato dall’aprile 2026. Tuttavia, l’AIEA mantiene un approccio prudente: ogni informazione verrà verificata sul campo e comunicata con rigore tecnico, evitando giudizi prematuri.

Conseguenze attese e prossimi passi

Gli sviluppi immediati dipendono dall’esito dell’ispezione richiesta. Se l’accesso sarà concesso, l’AIEA potrà stabilire una valutazione puntuale e suggerire eventuali interventi di riparazione o misure temporanee per garantire la continuità della sicurezza. In mancanza di accesso, l’agenzia continuerà a sollecitare chiarimenti e informazioni ufficiali dalle autorità competenti e aggiornerà il pubblico quando saranno disponibili dati verificati.

In ogni caso, la vicenda riporta al centro del dibattito internazionale la necessità di proteggere le infrastrutture nucleari in tempi di conflitto, ribadendo che anche danni considerati «non direttamente nucleari» possono avere implicazioni significative per la sicurezza e la salute pubblica.