Nella notte tra il 28 e il 29 maggio, un velivolo senza pilota è precipitato sul tetto di un edificio residenziale a Galați, città rumena al confine con l’Ucraina e la Moldova. L’impatto ha provocato un incendio sul decimo piano e ha portato al ricovero di due persone con ferite lievi; circa settanta residenti sono stati evacuati mentre i vigili del fuoco domavano le fiamme.
L’episodio ha innescato una reazione diplomatica immediata: il presidente rumeno ha ordinato la chiusura del consolato russo a Constanța e ha dichiarato persona non grata il console locale. Contemporaneamente il ministero della difesa rumeno ha convocato l’ambasciatore di Mosca a Bucarest per chiarimenti.
Che tipo di drone è precipitato
Le autorità militari di Bucarest hanno indicato che l’ordigno appartiene alla categoria nota come Geran-2, la versione russa del drone iraniano Shahed.
Secondo il ministero, il velivolo è stato tracciato dai radar fino alla parte meridionale della città di Galați prima di impattare contro il tetto dell’edificio, provocando l’esplosione dell’intero carico bellico e l’incendio.
Vincoli operativi e intervento degli F-16
Allertati dai radar, i comandi rumeni hanno lanciato due F-16 per intercettare i bersagli aerei.
I generali hanno però evidenziato un forte vincolo normativo: è vietato sparare in violazione dello spazio aereo ucraino, quindi le forze hanno avuto pochi secondi di margine utile per agire. Le autorità hanno dichiarato che dal 2026 frammenti di droni sono stati rinvenuti sul territorio rumeno in 47 occasioni, di cui 12 solo nell’anno in corso.
Reazioni diplomatiche e misure annunciate
Il governo di Bucarest ha definito l’episodio «una seria e irresponsabile escalation» e ha informato il segretario generale della Nato, chiedendo misure rapide per accelerare la consegna di capacità anti-drone alla Romania. Il presidente dell’Alleanza ha espresso solidarietà e promesso il sostegno dell’alleanza per la difesa di ogni centimetro di territorio alleato.
Espulsione del console e risposta russa
L’espulsione del console e la chiusura del consolato a Constanța hanno suscitato una risposta formale dalla Russia, che ha promesso contromisure. Il presidente russo ha inoltre dichiarato che non si può affermare con certezza l’origine dell’assetto senza un esame tecnico del relitto, chiedendo che i resti vengano mostrati a Mosca per un’analisi «obiettiva».
Implicazioni per la sicurezza nella regione
Per la Romania e gli Stati vicini, i confini fluviali come il Danubio rappresentano punti vulnerabili quando attacchi con droni colpiscono obiettivi costieri ucraini, come i porti di Reni e Izmail. Gli incidenti transfrontalieri rendono più urgente il rafforzamento delle difese elettroniche e cinetiche, oltre alla cooperazione tra paesi della UE e della Nato per lo scambio di capacità anti-drone.
Il rischio per i civili
Questo è il primo caso documentato in cui frammenti o un relitto hanno colpito un edificio residenziale in Romania causando feriti. Le autorità cercano di rassicurare la popolazione, affermando che si è trattato di un effetto collaterale della guerra sul confine, ma la natura imprevedibile dei voli non identificati aumenta la percezione di rischio tra i civili delle aree di confine.
Possibili sviluppi e scenari
Tra le opzioni valutate a livello internazionale c’è la possibilità che Bucarest invochi l’articolo 4 del trattato della Nato, che apre consultazioni urgenti tra gli alleati. Tale passo era stato usato l’ultima volta a settembre 2026 dopo incursioni di droni in Polonia. L’adozione formale dell’articolo 4 potrebbe portare a decisioni congiunte su potenziamento delle difese e trasferimenti di equipaggiamenti anti-drone.
In sintesi, l’incidente di Galați ha combinato conseguenze sul piano umano, pressioni diplomatiche e la riapertura del dibattito su come difendere i confini degli alleati dalle ricadute della guerra. Il caso resta sotto indagine tecnica e politica, e le prossime ore saranno decisive per stabilire azioni concrete da parte della Romania e dei suoi partner internazionali.