Nel Laos centrale sono in corso complesse operazioni di soccorso per ritrovare sette persone rimaste intrappolate in una grotta della provincia di Xaisomboun, dopo che un’improvvisa inondazione ha bloccato l’uscita il 19 maggio. Le squadre di emergenza stanno affrontando un ambiente particolarmente ostile, mentre si cerca di raggiungere il punto in cui si presume si trovino i dispersi, probabilmente entrati nella cavità per cercare oro.
Allagamento in una grotta in Laos: contesto locale, ipotesi e condizioni del territorio
Nonostante non vi sia alcuna conferma ufficiale sulle motivazioni dell’ingresso nella grotta, diversi soccorritori ritengono che il gruppo fosse alla ricerca di giacimenti auriferi. Il responsabile del team laotiano, Bounkham Luanglath, ha dichiarato all’Associated Press che la cavità “era spesso frequentata dagli abitanti della zona in cerca di oro”, anche se le autorità avevano ripetutamente avvertito la popolazione dei rischi.
Un elemento significativo è che “una delle persone del gruppo è fuggita prima che l’uscita venisse bloccata e ha avvisato le autorità”, secondo quanto riferito dallo stesso Luanglath.
L’area dell’incidente si trova in una regione isolata circa 120 chilometri a nord della capitale Vientiane, caratterizzata da rilievi difficili e piogge intense che ostacolano i soccorsi. La zona è nota anche per la presenza di attività di ricerca mineraria informale: “il reddito pro capite medio in Laos, pari a circa 2.000-2.500 dollari annui”, contribuisce a spiegare perché alcune comunità si dedichino alla ricerca di risorse naturali, inclusi metalli preziosi, nonostante i divieti.
Il ministero degli Esteri laotiano ha dichiarato di “non avere informazioni ufficiali da condividere con i media”, in un Paese dove il controllo delle informazioni è particolarmente rigido. Nel frattempo, il tempo stringe e le operazioni continuano senza esito certo, tra speranze di ritrovamento e condizioni sempre più complesse.
Sette persone disperse in una grotta in Laos: si sospetta fossero cercatori d’oro
Le ricerche per localizzare sette persone rimaste intrappolate in una grotta nella provincia laotiana di Xaisomboun proseguono ormai da oltre una settimana, tra difficoltà ambientali e condizioni meteorologiche sfavorevoli. L’episodio risale al 19 maggio, quando un gruppo di abitanti del luogo è entrato nella cavità naturale e l’uscita è stata successivamente ostruita da un’improvvisa inondazione. Secondo quanto riferito dalle squadre di soccorso laotiane e thailandesi impegnate sul campo, “forti piogge hanno scatenato inondazioni improvvise che hanno bloccato l’uscita”.
Le operazioni risultano complesse anche per la morfologia del sito: l’ingresso è ripido, roccioso e talmente stretto da consentire il passaggio di una sola persona alla volta, mentre per raggiungerlo è necessario percorrere a piedi circa 4 chilometri in salita su terreno montuoso. I sommozzatori sono riusciti a penetrare per circa 100 metri all’interno della grotta, ma si stima che i dispersi si trovino oltre un ulteriore tratto di circa 30 metri ancora inaccessibile.
Come riportato dal gruppo di soccorso “Rescue Volunteer for People”, il piano prevede anche l’ispezione dei camini di ventilazione nella speranza di individuare vie alternative di accesso. Nel frattempo, si continua a pompare acqua dall’interno per agevolare le operazioni di ricerca.