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Ucraina sotto attacco: cos’è il missile Oreshnik, caratteristiche e conseguenze

cos'è missile Oreshnik

Oreshnik: il missile balistico russo e il suo utilizzo nel conflitto ucraino tra capacità avanzate e implicazioni geopolitiche.

Negli ultimi mesi la guerra tra Russia e Ucraina ha visto l’introduzione di nuove armi a lungo raggio che hanno aumentato l’attenzione internazionale sul conflitto. Tra queste, il missile balistico Oreshnik è diventato oggetto di particolare interesse per le sue presunte capacità avanzate e per il suo possibile impiego contro obiettivi strategici e civili. Le informazioni diffuse da entrambe le parti hanno riacceso il dibattito sulle implicazioni militari e geopolitiche di questo sistema d’arma.

Ecco cos’è e tutti i dettagli sulle sue caratteristiche.

Impiego del missile Oreshnik nel conflitto ucraino

Secondo le autorità di Kiev, la Russia avrebbe fatto ricorso al missile balistico Oreshnik durante una nuova serie di bombardamenti notturni contro l’Ucraina. A riferirlo è stato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, che ha indicato la città di Bila Tserkva, a sud di Kiev, come uno dei bersagli colpiti.

L’attacco si inserisce in un’offensiva più ampia che avrebbe provocato vittime e danni rilevanti a infrastrutture civili, tra cui impianti idrici, scuole e aree residenziali.

In un messaggio diffuso su Telegram, Zelensky ha descritto la situazione con parole dure: Tre missili russi hanno colpito un’infrastruttura idrica, un mercato è stato incendiato, decine di edifici residenziali sono stati danneggiati, diverse scuole sono state distrutte e lui ha lanciato il suo Oreshnik contro Bila Tserkva.

Sono veramente folli. Secondo quanto riportato, l’arma sarebbe stata impiegata in attacchi notturni caratterizzati da alta intensità e forte impatto sulle strutture civili.

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Come riportato da Tgcom24, l’Oreshnik è descritto come un missile balistico a medio raggio di nuova generazione, indicato dagli analisti come uno dei sistemi più avanzati dell’arsenale russo. Viene spesso associato a capacità ipersoniche e alla possibilità di trasportare sia testate convenzionali sia nucleari, configurandosi così come un’arma a duplice utilizzo. Il termine “Oreshnik” in russo significa “nocciòlo”.

Le stime tecniche attribuiscono al vettore una gittata compresa tra 5.000 e 5.500 chilometri, sufficiente a raggiungere gran parte del continente europeo partendo da basi in Russia o Bielorussia. La velocità, che supererebbe Mach 10, ridurrebbe drasticamente i tempi di reazione dei sistemi difensivi occidentali. Un’ulteriore caratteristica rilevante è la presunta capacità di trasportare più testate indipendenti, in grado di separarsi nella fase finale del volo e colpire obiettivi differenti.

Dal punto di vista progettuale, diversi analisti ritengono che il sistema derivi dal missile intercontinentale RS-26 Rubezh, adattato alla categoria degli IRBM (missili balistici a raggio intermedio). Il suo impiego è stato segnalato per la prima volta in modo ufficiale dalla Russia il 21 novembre 2024, quando Mosca dichiarò di aver colpito un impianto industriale e militare nella città di Dnipro.