Il Messico occidentale vive una settimana di intensi eventi atmosferici: da un lato un uragano di categoria 4 che, pur non toccando terra, genera precipitazioni eccezionali; dall’altro, i resti di un ciclone tropicale che hanno trasformato la Bassa California in un vero teatro di inondazioni improvvise. Le autorità locali hanno dovuto attivare piani di emergenza coordinati, mentre la popolazione si trova ad affrontare scioperi di traffico, chiusure scolastiche e operazioni di soccorso.
Le due situazioni, seppur distanti tra loro, condividono un punto in comune: la pressione costante sulla Protezione Civile chiamata a monitorare in tempo reale gli sviluppi meteorologici e a dare indicazioni operative alla cittadinanza. Il panorama è quello di una domenica di ottobre che, per molti, assomiglia più a una sfida di resistenza che a una normale giornata di lavoro.
Uragano Simon minaccia la costa di Jalisco e Sinaloa
Il uragano Simon avanza a una velocità di 215 km/h, mantenendo una traiettoria paralela allo stato di Jalisco senza però giungere a un contatto diretto con la terraferma. Nonostante l’assenza di un vero e proprio atterraggio, le sue bande di pioggia hanno già provocato smottamenti, allagamenti localizzati e un rapido aumento del livello delle acque costiere.
Le autorità hanno
Protezione Civile allarga la zona di sorveglianza
Di fronte a questa evoluzione, la Protezione Civile ha esteso la zona di sorveglianza fino allo stato limitrofo di Sinaloa avvertendo i residenti: “Non abbassiamo la guardia. L’uragano si trova molto vicino alle nostre coste“. L’amministrazione ha inoltre distribuito avvisi attraverso media locali, piattaforme digitali e allarmi sonori, chiedendo alla popolazione di rimanere a casa, di chiudere le porte e finestre e di evitare spostamenti non indispensabili.
Ciclone Rachel genera inondazioni nella Bassa California
Parallelamente, i residui del ciclone Rachel hanno attraversato la Bassa California con una violenza inaspettata, provocando gravi allagamenti nelle principali città costiere. A Ensenada le strade sono state sommerse da rapide correnti, mentre a Mexicali le vie di comunicazione hanno subito interruzioni prolungate a causa dell’acqua che ha invaso le aree residenziali. L’effetto più drammatico si è verificato a Tijuana dove le acque hanno quasi raggiunto due metri di altezza costringendo i vigili del fuoco a ricorrere a gommoni per le operazioni di soccorso.
Soccorsi a Tijuana: gommoni e otto persone salvate
Le squadre di emergenza di Tijuana, impiegando piccole imbarcazioni, sono riuscite a trarre in salvo otto persone intrappolate nelle abitazioni allagate. I residenti hanno riferito di aver sentito il forte suono dei motori dei gommoni, segnale di speranza in mezzo al caos. Le autorità hanno inoltre predisposto centri di accoglienza temporanei dove le famiglie sfollate hanno potuto ricevere cibo, acqua potabile e assistenza medica di base.
Il governatore Marina del Pilar Ávila ha reagito alla doppia emergenza dichiarando la sospensione delle lezioni per lunedì 12 ottobre. La decisione, mirata a favorire le operazioni di pulizia e il ripristino della viabilità urbana, ha consentito alle squadre di lavoro di operare senza ostacoli, rimuovendo detriti e ripristinando i collegamenti stradali interrotti. Parallelamente, sono stati attivati fondi di emergenza per sostenere le famiglie colpite, con l’obiettivo di garantire un ritorno alla normalità nel più breve tempo possibile.
