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Morte per avvelenamento da ricina, nuovo interrogatorio: Gianni e Alice Di Vita in questura

avvelenamento da ricina

Gianni e Alice Di Vita di nuovo ascoltati in questura dalla Squadra Mobile di Campobasso nell’inchiesta sulle morti per avvelenamento da ricina.

Il caso noto come “giallo di Pietracatella” continua a essere al centro delle indagini della Procura e della Squadra Mobile di Campobasso. L’inchiesta, aperta per la morte di mamma e figlia a seguito di sospetto avvelenamento da ricina, procede tra nuovi interrogatori, analisi tecniche sui dispositivi sequestrati e accertamenti medico-legali ancora in corso. Le attività investigative si stanno concentrando sia sulla ricostruzione degli ultimi giorni delle vittime sia sull’esame dei reperti scientifici, con l’obiettivo di chiarire le circostanze del decesso e individuare eventuali responsabilità.

Mamma e figlia morte avvelenate con la ricina: indagini scientifiche, perizie e tempi dell’inchiesta

Parallelamente agli interrogatori, proseguono le attività tecniche sugli strumenti elettronici sequestrati nell’abitazione della famiglia. Dopo aver completato l’analisi dei due smartphone appartenuti ad Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita, le operazioni di estrazione dati continuano sugli altri dispositivi, con l’obiettivo di ricostruire eventuali tracce utili.

L’indagine ruota attorno alla morte di madre e figlia, decedute per avvelenamento da ricina dopo le festività natalizie, un elemento già riscontrato anche grazie agli accertamenti effettuati presso il centro IRCCS Maugeri Pavia.

Nel frattempo, la Procura di Larino ha disposto una proroga per la consegna degli esiti autoptici, spostandola a fine giugno, segnale che i tempi dell’inchiesta potrebbero allungarsi.

Giovedì alle 14.30 è inoltre previsto un nuovo passaggio formale: il conferimento dell’incarico ai professori Carlo Locatelli e Daniele Merli, chiamati a supportare gli accertamenti tecnici. La decisione della procuratrice Elvira Antonelli mira a rafforzare il collegio per analisi specialistiche, anche in relazione alla “compatibilità delle risultanze autoptiche con ingestione di ricina”, in un contesto in cui la sostanza è altamente degradabile.

L’inchiesta, attualmente per duplice omicidio volontario contro ignoti, vedrebbe inoltre cinque medici iscritti nel registro degli indagati per omicidio colposo, legati alla fase di assistenza sanitaria precedente ai decessi.

Mamma e figlia morte avvelenate con la ricina: Gianni e Alice Di Vita di nuovo davanti agli investigatori

Ancora un passaggio in questura per i familiari coinvolti nel “giallo di Pietracatella”. Gli investigatori della Squadra Mobile hanno nuovamente ascoltato Gianni e Alice Di Vita, padre e figlia, già sentiti più volte nel corso delle indagini. La loro comparsa negli uffici di polizia è avvenuta nel pomeriggio di ieri, attorno alle 15.30, con accesso da un varco secondario per evitare l’attenzione di media e telecamere.

In base alla ricostruzione dell’Ansa, prima è stata interrogata la figlia Alice, uscita nel tardo pomeriggio, mentre il padre è rimasto negli uffici fino a circa le 21. Al momento non emergono dettagli sulle dichiarazioni rilasciate, ma gli inquirenti ritengono che il nuovo confronto sia collegato a ulteriori elementi emersi nelle ultime settimane.