La procura di Roma ha formalizzato una rogatoria internazionale alle autorità di Malé chiedendo l’invio in Italia delle attrezzature ritrovate nella grotta sottomarina dove hanno perso la vita cinque sub italiani. Tra i dispositivi indicati come prioritari c’è la GoPro rinvenuta all’interno della cavità: i magistrati ritengono che i filmati possano offrire elementi decisivi per comprendere la dinamica dell’evento.
Oltre alle videocamere, è stata richiesta la consegna di altri materiali personali e strumenti tecnici utilizzati durante l’immersione, nonché l’acquisizione di pc e cellulari che potrebbero documentare la preparazione e l’organizzazione dell’escursione. L’inchiesta procede con l’ipotesi di omicidio colposo e punta a ricostruire ogni passaggio per stabilire responsabilità eventuali.
La documentazione e i dispositivi al centro dell’indagine
L’attenzione degli inquirenti si concentra sui materiali in grado di restituire una sequenza cronologica degli avvenimenti: i filmati della GoPro, i dati dei computer di bordo e le tracce digitali salvate nei dispositivi personali. I magistrati hanno chiesto che queste prove vengano trasferite in Italia per consentire analisi tecniche approfondite da parte di esperti forensi, tossicologi e specialisti in medicina subacquea.
Perché la GoPro è cruciale
La videocamera recuperata all’interno della grotta potrebbe mostrare i passaggi effettuati dai sub e le condizioni ambientali interne come visibilità, correnti e percorsi di ingresso e uscita. Il filmato è considerato una fonte diretta: se presente, può rivelare sequenze temporali utili per collocare con precisione errori di navigazione, potenziali momenti di panico o problemi alle attrezzature.
Formazione, brevetti e attrezzature a bordo
Parallelamente alle analisi tecniche, è emersa la questione della preparazione dei cinque sub. Secondo il legale del tour operator che ha organizzato l’escursione, nessuno dei partecipanti possedeva il brevetto full cave, necessario per penetrare in ambienti senza via di fuga diretta in superficie. Pur essendo in possesso di certificazioni PADI per immersioni ricreative, la squadra non avrebbe avuto le competenze specialistiche richieste per esplorare grotte a profondità elevate come quelle del sistema Thinwana Kandu.
Distinzione tra caverna e grotta
È importante considerare la differenza tecnica tra caverna e grotta: la prima mantiene spesso una via d’uscita visibile e può essere affrontata con equipaggiamento da immersione ricreativa; la seconda richiede invece attrezzature ridondate, fili guida, torce multiple e una formazione speleosub specifica. L’assenza di tali strumenti e di segnalazioni di percorso è stata indicata come possibile fattore che ha aumentato il rischio durante l’immersione.
Procedura giudiziaria, autopsie e operazioni tecniche
Le autorità italiane hanno disposto accertamenti medico-legali sulle salme e intanto si lavora per acquisire testimonianze dei presenti a bordo dello yacht Duke of York e degli operatori coinvolti nell’escursione. Dal punto di vista operativo, team specialistici internazionali sono stati impegnati sul posto per mappare la grotta, recuperare funi guida e ripristinare le condizioni ambientali dove possibile, attività che integrano gli esami giudiziari.
Prossimi passi dell’inchiesta
Se la rogatoria verrà accolta, i materiali inviati in Italia saranno sottoposti ad analisi tecniche per stabilire una timeline precisa degli eventi e valutare se errori umani, carenze dell’equipaggiamento o mancate autorizzazioni abbiano concorso nella tragedia. L’obiettivo degli inquirenti è fondare le ricostruzioni su prove oggettive come filmati, dati digitali e referti autoptici, per dare risposte ai familiari delle vittime e chiarire le responsabilità.