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Detenuta evasa dal carcere di Bollate: chi è Alba Zambrano condannata per omicidio

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La vicenda della detenuta evasa da Bollate sottolinea i rischi e le criticità della gestione dei permessi premio. Ricerche in corso per rintracciare la donna.

La vicenda della detenuta evasa da Bollate ha riacceso i riflettori sul delicato equilibrio tra permessi premio e sicurezza pubblica. Alba Leonor Sevillano Zambrano, condannata per l’omicidio di una pensionata, non è rientrata in carcere al termine di un’uscita temporanea, facendo scattare immediatamente le ricerche della Polizia penitenziaria.

Detenuta evasa da Bollate: le richieste del sindacato

La fuga di Sevillano Zambrano ha riacceso il dibattito sul rafforzamento dei controlli nell’area penale esterna. Donato Capece, segretario generale del Sappe, ha dichiarato che “ora è prioritario catturare l’evaso” e ha chiesto un potenziamento dei presidi di polizia sul territorio, dagli Uffici per l’Esecuzione Penale Esterna fino ai controlli sui permessi premio e sugli arresti domiciliari. Capece ha aggiunto: “Servono nuove assunzioni nel Corpo di Polizia Penitenziaria. La sicurezza dei cittadini non può essere oggetto di tagli”.

Secondo il sindacato, in Italia sono oltre 141mila le persone coinvolte nell’esecuzione penale esterna, un contesto in cui la gestione dei permessi, delle uscite e delle misure alternative alla detenzione richiede personale qualificato per evitare episodi di evasione. Gli esperti ricordano inoltre che, secondo la giurisprudenza, il mancato rientro oltre 12 ore senza giustificato motivo configura il reato di evasione, mentre ritardi più brevi comportano sanzioni disciplinari, sottolineando come ogni fuga abbia conseguenze immediate sul piano legale e organizzativo.

Alba Zambrano, chi è la detenuta evasa da Bollate: condannata per aver ucciso un’anziana

Alba Leonor Sevillano Zambrano, 42 anni, di nazionalità ecuadoriana, è al centro di una caccia all’uomo dopo non essere rientrata nel carcere di Bollate al termine di un permesso premio. La donna, condannata per l’omicidio di Franca Monfrini, pensionata di 81 anni, commesso nel 2011, doveva scontare la pena fino al 2032.

Il delitto aveva scosso Milano: Sevillano Zambrano, allora 27enne e incinta, si era offerta di aiutare l’anziana a portare la spesa nel suo appartamento in zona Bonola. L’episodio si concluse tragicamente: l’eccitazione di essere scoperta mentre rovistava nella borsa portò al corpo a corpo, durante il quale la donna strangolò la vittima con il suo foulard e poi completò l’omicidio con un cuscino. Successivamente rubò il portafoglio della signora, effettuando prelievi di centinaia di euro in diversi sportelli bancari. “Volevo rubare, mi ha scoperto”, confessò davanti al giudice, ammettendo il gesto.

Il mancato rientro dalla detenzione è stato segnalato nella giornata di domenica da Matteo Savino, vicesegretario regionale lombardo del Sappe, che ha sottolineato come si tratti di “un evento irresponsabile e gravissimo”.