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Come depotenziare un’auto: vantaggi e svantaggi
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Come depotenziare un’auto: vantaggi e svantaggi

depotenziare un'auto
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Per varie ragioni, potrebbe capitarvi di chiedervi se vale la pena o meno di far depotenziare la vostra auto. Di seguito una guida completa con tutte le risposte ai vostri interrogativi.

Cosa significa depotenziare un’auto? È possibile farlo? Chi può farlo? In quali casi è possibile? Quali sono i vantaggi e gli svantaggi del depotenziamento? È un procedimento sicuro? Moltissimi si saranno fatti queste domande. Diversi sono infatti i motivi per cui potremmo avere la necessità di decidere di fare questa operazione sulla nostra auto. In questo articolo cercheremo di rispondere a queste e ad altre domande per fugare ogni dubbio su questa pratica.

Depotenziare un’auto

Cominciamo subito col rispondere alla questione che vi sta più a cuore: è possibile depotenziare un’auto? La risposta è sì. Depotenziare un’auto è possibile, a patto però che questa non sia ancora stata immatricolata. Per capirlo meglio, partiamo dal principio e dunque da cosa significa depotenziare un’auto.
Depotenziare un’auto significa variare la sua potenza depotenziando il motore mediante delle strozzature, ossia applicando degli accessori che ne limitino la potenza. Queste limitazioni possono essere di due tipi: meccaniche o elettroniche.

Si parla di limitazioni di tipo meccanico quando al motore vengono applicati dei fermi. Limitazioni di tipo elettronico si hanno invece quando la casa automobilistica inserisce un dispositivo elettronico che, sfalsando le informazioni che provengono dai sensori, inganna la centralina.

Perché depotenziare un’auto?

Perché la gente dovrebbe aver bisogno di depotenziare un’auto? Di seguito tutte le possibili motivazioni.

Per i neopatentati

Dal 9 febbraio 2011, secondo l’articolo 117 del Codice della Strada, i neopatentati non possono guidare auto il cui rapporto potenza/peso sia superiore ai 55 kW/tonnellata (75 CV/tonnellata) o che superino i 70 kW (95 CV) per un arco di tempo pari a 12 mesi dal rilascio della patente. Per sapere se l’auto rispetta il limite consentito, basterà semplicemente consultare il libretto di circolazione. Vi ricordiamo che questi dati sono disponibili per tutte le auto immatricolate a partire dal 9 ottobre 2007.

Non pagare il superbollo

Le auto di lusso e i veicoli adibiti al trasporto promiscuo di cose e persone sono soggetti al pagamento del “superbollo”, ossia una maggiorazione della tassa erariale automobilista introdotta nel 2011.

A differenza del normale bollo, che è una tassa regionale, il superbollo è una tassa statale che prevede il versamento di € 20 per ogni kW di potenza che eccede i 185 kW. L’importo dell’addizionale è ridotto del 60% per veicoli costruiti da 5 anni, del 30% per veicoli costruiti da 10 anni e del 15% per veicoli costruiti da 15 anni. Per calcolare l’importo del superbollo è disponibile un’applicazione che fornisce anche la stampa del modello F24 già compilato. Non sono soggetti al pagamento del superbollo coloro che usufruiscono di un’esenzione (ad esempio in seguito a un furto). Infine, anche i veicoli storici sono esenti dal superbollo.

Dove depotenziare l’auto

L’omologazione estera è un’altra via possibile. Procedere al depotenziamento e all’omologazione dell’auto in Germania è, ad esempio, più semplice che in Italia. A seguito del depotenziamento l’auto deve essere nuovamente collaudata e immatricolata. La revisione in Germania è chiamata TÜV ed è possibile far revisionare anche un’auto con targa italiana.

Basta prenotare la revisione online e portare l’auto in un qualsiasi centro TÜV statale. È importante farsi consegnare dal TÜV tutti i dati tecnici dell’auto timbrati dalla Motorizzazione perché il Certificate of Conformity (COC), standardizzato a livello UE, riporta sempre e solo i dati del veicolo come omologato originariamente.

Depotenziare “a libretto”

Anche depotenziare “a libretto” un’auto è un’operazione fattibile. Per poter affrontare le procedure meccaniche e burocratiche bisogna essere muniti di libretto di circolazione, carta d’identità, codice fiscale, numero della targa e, ovviamente, dell’auto. La procedura si divide in due parti:

  • Prima di tutto bisogna portare l’auto dal concessionario, che farà la fotocopia del libretto e ordinerà il kit di depotenziamento specifico dell’auto appositamente alla casa madre. Sarà la casa madre, infatti, che invierà il nulla osta per avviare il collaudo e il conseguente aggiornamento del libretto. Dopodiché il meccanico monterà il kit di depotenziamento. Alla fine, insieme all’auto depotenziata, vi rilascerà un documento firmato in cui dichiara il corretto montaggio del kit sul veicolo;
  • Fatto ciò, dovrete recarvi alla Motorizzazione civile.

    Qui troverete i moduli per il collaudo da compilare con i vostri dati e con quelli del veicolo. Insieme alla ricevuta dei bollettini, dovrete consegnare anche il nulla osta rilasciato dalla casa automobilistica e il documento firmato dal meccanico. A questo punto si può procedere al collaudo, alla fine del quale verrà rilasciato un foglio di via provvisorio, in attesa di ritirare il libretto ufficiale.

Quanto costa il depotenziamento

L’operazione di depotenziamento dell’auto ha, ovviamente, un suo costo, sia che si decida di depotenziare l’auto in Italia, sia che si decida di farlo all’estero. Infatti bisogna mettere in conto non solo l’intervento meccanico o elettronico sul veicolo, ma anche la manodopera e la conseguente immatricolazione. Se si decide di procedere con questa pratica in Germania, si parla di un costo di circa € 3.000 che include spese di modifica, esportazione in Germania, reimmatricolazione, omologazione e reimportazione in Italia.

Possibili danni al veicolo

Per chi fosse ancora indeciso, è bene anche sapere che l’operazione di depotenziamento è reversibile.

In qualunque momento è infatti possibile riportare l’auto a potenza piena. Basterà semplicemente far rimuovere le “strozzature” e procedere a un nuovo collaudo e a una nuova immatricolazione. Per finire, vogliamo tranquillizzarvi su un punto: l’auto depotenziata non si rovina perché è uguale in tutto e per tutto al modello d’origine a potenza piena. Ha solo meno prestanza e anzi questo depotenziamento la rende forse più sicura e affidabile. Dunque se da una parte il depotenziamento ci permette di risparmiare sulla tassa del superbollo o di far guidare un’auto troppo potente a un neopatentato, dall’altra c’è il problema dei costi che di certo non sono così contenuti. Al prezzo del depotenziamento, infatti, è possibile trovare un ottimo usato. Tocca a voi decidere se vale la pena depotenziare un’auto o meno.

1 Commento su Come depotenziare un’auto: vantaggi e svantaggi

  1. Attenzione l’affermazione:”Nel caso in cui il neopatentato sia, invece, affiancato da un accompagnatore patentato da almeno 10 anni ma che non superi i 65 anni di età, il neopatentato potrà guidare auto di qualsiasi cilindrata.” è errata. Unica deroga è:”Le limitazioni non operano quando il neopatentato si trova alla guida di un veicolo al servizio di una persona diversamente abile, a condizione che sia munita di contrassegno di circolazione e la persona sia a bordo del veicolo stesso” Fonte sito polizia di stato

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