La diffusione accidentale di un file interno relativo al concorso notarile 2024 ha sollevato dubbi sulla trasparenza e sull’imparzialità della selezione. In pochi minuti online, un documento destinato alla sola commissione ha innescato polemiche, sospetti di violazione dell’anonimato e l’ipotesi di ricorsi da parte dei candidati esclusi.
Concorso notarile 2024: un file “riservato” che accende il caso nazionale
La pubblicazione accidentale di un documento interno ha travolto il concorso notarile 2024, trasformando un semplice errore tecnico in un caso di portata nazionale. Come riportato da La Presse, il file, rimasto online per circa un quarto d’ora sul sito del Consiglio Nazionale del Notariato, conteneva un foglio Excel con l’elenco dei candidati ammessi agli orali dopo le prove scritte di novembre. In apparenza uno strumento destinato esclusivamente alla commissione, ma sufficiente – una volta diffuso tramite screenshot e chat – a scatenare polemiche e sospetti.
Accanto ai nomi sarebbero comparse annotazioni eterogenee: alcune di taglio tecnico, altre decisamente più informali, fino a sconfinare nell’ironia o nell’allusione personale. Tra le espressioni finite sotto la lente figuravano «Carina», «Graziato sul commerciale», «Fenomeno???», «Genio?». In un concorso che dovrebbe fondarsi su anonimato rigoroso e criteri oggettivi – grazie al sistema delle buste separate e alla vigilanza del ministero della Giustizia – la presenza di questi commenti ha incrinato la percezione di imparzialità.
La commissione, composta da docenti universitari, magistrati e notai, ha parlato di errore materiale nella pubblicazione, ma il danno reputazionale era ormai fatto.
Concorso notarile 2024, da san Mattia a san Pancrazio: cosa c’entrano i santi?
A rendere ancora più delicata la vicenda sarebbe la comparsa, nel file, di una colonna denominata “Santo del giorno”, con riferimenti a figure religiose come «Santa Bernardette», «San Tommaso D’Aquino», «Santa Matilde di Hackeborn», «San Giovanni Paolo II», fino all’enigmatico richiamo a un «Papa». Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, alcuni candidati sarebbero stati associati a santi quali san Mattia o san Pancrazio, alimentando tra gli esclusi il sospetto che quei nomi in codice potessero celare presunti referenti o “protezioni”. Nessuna prova concreta, ma abbastanza per far parlare di una possibile “mappa della raccomandazione 2.0”.
Il concorso mette a bando 400 posti, anche se storicamente solo una parte viene effettivamente coperta, ed è considerato tra i più selettivi in Italia per complessità e mole di studio richiesto. L’associazione Codacons ha annunciato di stare valutando azioni legali, compresa la richiesta di annullamento e ripetizione delle prove scritte, ipotizzando una possibile violazione dell’obbligo di anonimato.
Tra i candidati si parla già di ricorsi, mentre resta da chiarire chi abbia redatto il documento, con quali finalità e se vi siano responsabilità formali. In attesa di verifiche, la vicenda continua ad alimentare interrogativi sulla trasparenza di una delle selezioni pubbliche più ambite e complesse del Paese.