Nelle ultime settimane, le città di Torino e Milano sono state teatro di proteste intense e violente. Il programma Fuori dal Coro ha dedicato un servizio agli scontri di Askatasuna, intervistando Andrea De Marchi, della direzione nazionale CARC (Comitati di Appoggio alla Resistenza per il Comunismo), tra i fautori di queste azioni. L’aggressione a un agente durante il corteo torinese ha catturato l’attenzione dei media, alimentando il dibattito sul confine tra diritto alla protesta e sicurezza pubblica.
Milano e le proteste anti‑Olimpiadi: slogan, repressione e rivendicazioni
A Milano, con l’avvio dei Giochi Olimpici Invernali Milano‑Cortina 2026, le proteste hanno subito una nuova escalation. Gruppi anarchici e antagonisti hanno lanciato bottiglie, fumogeni e sabotaggi alle linee ferroviarie, mentre le forze dell’ordine intervenivano con idranti e cariche.
Come riportato nel servizio, “Il picchiatore è stato rilasciato poche ore dopo e adesso è libero di continuare la lotta. I black block restano impuniti e così alzano il tiro”, e in post su Sottobosko Blogs si legge: “Fuoco alle olimpiadi e a chi le produce”, con tanto di simbolo dell’anarchia. Le tensioni mostrano come alcune frange della protesta vedano la violenza come strumento legittimo per perseguire obiettivi politici.
Corteo Askatasuna a Torino, l’attacco choc a Fuori dal Coro: “A un rambo gli ha detto male”
Le tensioni esplose durante la grande manifestazione di solidarietà a Torino per la chiusura del centro sociale Askatasuna non si sono affievolite nelle settimane seguenti. La protesta è degenerata in scontri duri con le forze dell’ordine, incendi di cassonetti, idranti e gas lacrimogeni spinti dalla polizia e il ferimento di agenti dopo lanci di bottiglie, pietre e ordigni improvvisati.
Nel programma Fuori dal Coro condotto da Mario Giordano, è stato dato spazio a posizioni radicali che rifiutano ogni moderazione. Andrea De Marchi, della direzione nazionale dei CARC (Comitati di Appoggio alla Resistenza per il Comunismo), ha dichiarato: “Bisogna organizzarsi per prendere noi in mano questo Paese con ogni mezzo necessario e possibile e renderlo ingovernabile! Torino è un punto di partenza per una nuova lotta, per nuovi obiettivi più avanzati”. Questo discorso riflette una visione conflittuale che ignora tentativi di mediazione, in linea con alcune frange antagoniste che vedono nella protesta un terreno per l’azione diretta.
Durante gli scontri, l’agente di polizia Alessandro Calista è stato circondato da manifestanti e colpito ripetutamente con pugni e martellate, rimanendo ferito e portando le autorità ad aprire indagini per aggressione aggravata nel contesto di ordine pubblico.
“Bisogna organizzarsi per prendere noi in mano questo Paese con ogni mezzo necessario e possibile e renderlo ingovernabile!”
Andrea De marchi, direzione nazionale CARC#Fuoridalcoro pic.twitter.com/peOOR6m46i
— Fuori dal coro (@fuoridalcorotv) February 15, 2026