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Costa delle Miniere, una Sardegna nascosta che tenta il rilancio

Milano, 27 lug. (askanews) – Un territorio ricco di storia e di tradizione. E decisamente baciato dalla natura. La Costa delle Miniere, nella Sardegna sud occidentale, è tra le mete meno battute dal turismo di massa che ogni estate invade l’isola. Protette da strade impervie, da Buggerru a Portixeddu, si passano il testimone lunghissime spiagge bianche alle quali accedere passando dalle dune di sabbia per poi tuffarsi nell’acqua turchese.

Questa è stata una zona di miniere.

Poi, una volta chiuse, è rimasta per lungo tempo una enclave abbandonata a se stessa.

Oggi alcune persone del posto stanno tentando di rilanciare l’appeal del territorio. A partire dal sindaco di Fluminimaggiore, Marco Corrias, giornalista tornato nella sua terra per offirire un contributo alla rinascita della zona: “Ho pensato che occorreva una sferzata e una sterzata nel modo di far conoscere questo paese che era sconosciuto ai più. Abbiamo incominciato a ragionare sia dal punto di vista culturale sia di altre attività para-culturali ma che sono anche molto economiche”, ha spiegato.

Nasce da qui l’idea di un festival del cinema, l’Andaras Traveling Film Festival, sui corti di viaggio, che il sindaco ha affidato a dei giovani del posto che hanno portato il loro entusiasmo e l’esperienza maturata altrove per metterle al servizio del territorio. Tra questi c’è il direttore artistico del festival, Joe Piras:

“Tutti siamo rientrati, ma tutti, per necessità, essendo nati e cresciuti in un paese così isolato, viaggiamo. Viaggiamo per lavoro, per passione, ci siamo trasferiti all estero o in Italia e l estate ci troviamo qua per organizzare questo festival”, ha detto.

Una scommessa vinta dopo tre edizioni di successo. Ma non è la sola. Il sindaco di Fluminimaggiore ha creato un festival teatrale e un cooperativa di comunità che ha avviato un progetto (Happy Village) per la ristrutturazione gratuita di case abbandonate che saranno restituite ai proprietari dopo il rientro dalle spese.

E poi c’è il cibo locale. Da quest’anno al festival Andaras è nata una collaborazione con Slow Food con un obiettivo preciso, ha spiegato Michela Marchi, di Slow Food Italia: “Grazie ai contatti e alle relazioni che abbiamo potuto avere qua abbiamo scoperto nuove produzioni e attività sul territorio che non vediamo l’ora di inglobare nella nostra rete. Come ad esempio l’associazione Rimettiamo Radici che ci ha permesso di scoprire tre bellissimi prodotti come il casu cottu, il fagiolo bianco di Fluminimaggiore e il mais bianco”.

Iniziative tutte queste che generano un circuito virtuoso che giova all’economia locale. “Noi non puntiamo a grandi flussi turistici. Puntiamo a un turismo numeroso, non eccessivamente numeroso, di buona qualità che apprezzi quello che il territorio sa dare: qualità della vita, ambiente, cibo buono e accoglienza”, ha concluso il sindaco Corrias.

© Riproduzione riservata

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