La tragedia di Capodanno a Crans-Montana continua a sollevare interrogativi giudiziari e polemiche pubbliche, soprattutto su chi ha pagato la cauzione che ha permesso la scarcerazione del proprietario del locale Jacques Moretti. Intanto, l’inchiesta si allarga a nuovi indagati, facendo emergere ulteriori dubbi su responsabilità ancora da chiarire.
Crans Montana, l’allargamento dell’inchiesta sulla strage
L’inchiesta sulla tragedia di Capodanno a Crans-Montana, che ha causato la morte di 40 giovani e 116 feriti, si è estesa. Come riportato dall’Ansa, agli iniziali indagati, Jacques e Jessica Moretti, si sono aggiunti un ex funzionario comunale e l’attuale responsabile della sicurezza pubblica: Christophe Balet e Ken Jacquemoud. Quest’ultimo viene indicato dal legale delle famiglie delle vittime come una figura chiave, poiché “in qualità di ex funzionario e tenuto conto della sua posizione gerarchica sarà in grado di riferire utilmente in merito ai controlli effettuati presso i luoghi incriminati“.
Crans Montana, la novità: chi è il big che ha pagato la cauzione di Jacques Moretti
Jacques Moretti, titolare del locale Le Constellation di Crans-Montana, è tornato in libertà venerdì scorso dopo che il tribunale del Vallese ha disposto la scarcerazione a fronte del versamento di una cauzione pari a 200.000 franchi svizzeri. Alla detenzione preventiva sono state preferite misure meno afflittive: come precisato dall’autorità giudiziaria, “sono state disposte misure alternative per contrastare il rischio di fuga“. Oltre al pagamento della somma stabilita, Moretti è obbligato a consegnare i documenti di identità e di soggiorno alla Procura e a presentarsi ogni giorno presso una stazione di polizia.
In un primo momento, l’origine del denaro versato aveva sollevato diversi interrogativi. Secondo quanto emerso sulla stampa, i fondi sarebbero arrivati da un «amico anonimo», che avrebbe depositato ulteriori 200.000 franchi anche a nome di Jessica Moretti. Il tribunale si è limitato a confermare di aver verificato “l’origine dei fondi e la natura del rapporto tra l’imputato e la persona che ha versato tale importo, un suo caro amico“, senza fornire ulteriori dettagli ufficiali.
Fonti citate dal quotidiano Blick, vicine alle famiglie delle vittime, sostengono che la cauzione sia stata coperta da un noto erede di una delle più ricche dinastie svizzere dell’orologeria. L’uomo, attivo anche nel settore immobiliare tra il Canton Vaud e il Vallese, avrebbe intrattenuto da tempo rapporti personali e professionali con Jacques Moretti, al quale avrebbe venduto una proprietà a un prezzo mai reso pubblico. A legarli non sarebbero stati solo affari, ma anche interessi comuni, come la passione per le auto di lusso, condivisa durante un rally di vetture storiche in Corsica.