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Crans Montana, al via l’interrogatorio dei proprietari del locale dopo l’incidente

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A Sion prende il via l’interrogatorio dei proprietari del locale di Crans Montana, mentre l’inchiesta giudiziaria avanza. La giornata è segnata da commemorazioni solenni e attesa per le decisioni della magistratura

È iniziato in mattinata, a Sion. In Svizzera. Il primo interrogatorio da indagati per Jacques e Jessica Moretti, proprietari del locale Le Constellation, il locale al centro della strage di Crans Montana.

Crans Montana, primo interrogatorio per i proprietari del locale

Un passaggio atteso, forse inevitabile. I due coniugi vengono ascoltati per rispondere di omicidio colposo, lesioni e incendio colposi.

Stavolta non più come persone informate sui fatti, ma da indagati veri. Con tutto il peso che comporta.

Fuori dall’aula, intanto, un’altra Svizzera si prepara al silenzio. A Martigny va in scena la commemorazione ufficiale delle vittime. Capi di Stato, delegazioni, corone. In Italia, a Roma, una messa. Due piani che scorrono paralleli. Giustizia e memoria. Senza incontrarsi mai davvero.

Nei giorni scorsi i Moretti erano già stati ascoltati dalla procuratrice generale del Vallese, Béatrice Pilloud. Allora era un’altra veste. Oggi no. E lo sanno tutti. Compresi i legali delle famiglie delle vittime, presenti anche oggi. Tra loro Sébastien Fanti, che a Bfmtv non ha nascosto cosa si aspetta: la richiesta di detenzione preventiva per i proprietari del locale. Una linea dura. Dichiarata. Ribadita.

Crans Montana, l’interrogatorio dei proprietari del locale e la storia personale dei coniugi

Secondo indiscrezioni raccolte dall’emittente francese e rilanciate da Today, l’interrogatorio per i proprietari del locale di Crans Montana non si limita all’incendio. Anzi il cuore sembrerebbe un altro: la situazione personale dei coniugi Moretti? Forse. Ora è tutto al vaglio degli inquirenti che sapranno dissipare i dubbi se eventualmente ci sono rispetto alla gestione passata di attività commerciale e non. Per ciò che riguarda Crans-Montana è nel 2015 che i coniugi prendono in gestione Le Constellation. Diventa subito un locale di riferimento. Nel 2022 comprano anche l’immobile, oltre 1,5 milioni di franchi svizzeri, come ricostruito dalla testata finanziaria Inside Paradeplatz. Non solo. Nel 2020 aprono “Senso”, nel 2023 “Le Vieux Chalet” a Lens. In parallelo, investimenti immobiliari. Terreni. Case. Jessica che si muove anche sulla Costa Azzurra, tra Cannes e Monaco, nella gestione immobiliare di pregio. Una crescita rapida. Forse troppo.

Nel passato di Jacques, poi, c’è una condanna. È il 2008. Dodici mesi di carcere per sfruttamento della prostituzione, legata a un centro massaggi a Ginevra. Lui ha sempre respinto tutto. Ha parlato di gestione breve, lavoratrici consenzienti, legalità svizzera. Versione agli atti. Ma il precedente resta.

Sulla notte del rogo, restano domande. Jacques non era presente. Jessica sì, secondo alcune testimonianze riportate da diversi media, anche questa versione è ancora tutta da verificare, ora gli inquirenti analizzeranno i video per capire se lei era veramente presente al momento dell’incidente. C’è chi dice che sia fuggita con la cassa. Sarà anche questo chiarito. O smentito. I Moretti, in un comunicato diffuso nei giorni scorsi, hanno parlato di piena collaborazione.

Ma Fanti, a Le Parisien, è tranchant. “L’arresto non avverrà. Qui giocano tutti a golf insieme”. Una frase che resta sospesa. Come tante altre.

E l’inchiesta si allarga. Roma indaga per omicidio colposo e incendio, con il pm Francesco Lo Voi. Francia e Belgio fanno lo stesso.

Alle 13:45, a Martigny, le commemorazioni. Alle 14, le campane. Cinque minuti. In tutta la Svizzera. A Roma, alle 16:30, la messa. Tutti presenti. Governo, opposizioni. Un elenco lunghissimo. Il rumore, oggi, è quello delle domande, domande che al momento non hanno ancora trovato una risposta.