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Il conflitto in Ucraina ha portato a un aumento drammatico delle perdite tra le forze russe, con un numero di morti che ha ormai superato i 152.000 unità. Questa cifra è stata confermata da un conteggio condotto congiuntamente da BBC Russian e Mediazona, basato su fonti aperte verificate come necrologi e registri legali.
È importante notare che questo conteggio si riferisce esclusivamente ai cittadini russi, escludendo i combattenti delle repubbliche autoproclamate di Donetsk e Luhansk.
Analizzare i dati ci offre uno spaccato delle perdite umane, che colpiscono in modo disproporzionato le piccole città e le aree rurali del paese.
Le regioni con il maggior numero di perdite
Secondo le statistiche, le repubbliche di Bashkortostan e Tatarstan, insieme alla regione di Sverdlovsk, hanno registrato le perdite più elevate, con 7.643, 6.599 e 5.386 morti rispettivamente. La capitale, Mosca, con oltre 13 milioni di abitanti, ha visto 4.520 decessi, mentre la Chechnya ha segnalato 372 morti.
Disparità demografiche e impatti economici
Un dato significativo emerso dal conteggio è che circa il 67% dei morti proviene da insediamenti con meno di 100.000 abitanti. Queste aree rappresentano meno della metà della popolazione russa, ma subiscono un carico sproporzionato di perdite. Alexei Zakharov, economista dell’Università di Chicago, ha osservato che il numero di vittime è fortemente correlato alla dipendenza dei bilanci locali dai sussidi federali.
Stime complessive delle perdite
Le stime provenienti da fonti occidentali suggeriscono che le perdite totali della Russia potrebbero essere significativamente superiori ai dati forniti da BBC Russian e Mediazona. Ad esempio, l’intelligence britannica ha riferito che le perdite russe totali potrebbero aggirarsi attorno al 1 milione, con un numero di morti che potrebbe raggiungere le 250.000 unità. Inoltre, si stima che le perdite irreversibili, che includono i dispersi o quelli gravemente feriti e incapaci di tornare in servizio, possano oscillare tra 400.000 e 500.000.
Le dichiarazioni ufficiali e le risposte internazionali
Il Segretario di Stato statunitense, Marco Rubio, ha dichiarato che la Russia ha perso circa 100.000 soldati uccisi nei primi sei mesi del 2025, mentre l’ex presidente Donald Trump ha affermato che le perdite russe dall’inizio dell’anno hanno superato le 112.000, in contrasto con circa 8.000 decessi ucraini. L’analisi di The Economist ha stimato che tra il 1 maggio e il 9 luglio la Russia potrebbe aver perso circa 31.000 soldati, portando il totale cumulativo a una cifra compresa tra 900.000 e 1,3 milioni.
Il contesto attuale del conflitto
In un contesto di crescente violenza, nuove ondate di attacchi sono state lanciate dalla Russia contro città ucraine come Kiev e Sumy. Questi attacchi notturni, che hanno causato morti e feriti tra la popolazione civile, si verificano nonostante i tentativi di mediazione da parte degli Stati Uniti. La situazione rimane tesa, con le autorità ucraine che riportano danni significativi e perdite di vite umane, tra cui un attacco che ha provocato la morte di sei persone a Kiev.
In questo clima di incertezza, le prospettive per una risoluzione pacifica del conflitto sembrano distanti, mentre le perdite umane continuano a crescere, colpendo in particolare le comunità più vulnerabili del paese e aggravando le già difficili condizioni socioeconomiche.