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I fatti sono questi: nel trimestre finale del 2026 gli Stati Uniti registrano una decelerazione economica. Il Pil cresce dell’1,4% su base annua. L’episodio è avvenuto a causa della chiusura del governo e di un indebolimento del mercato del lavoro. La dinamica positiva dell’anno permane grazie a consumi e investimenti in tecnologie. Secondo fonti ufficiali, l’effetto della chiusura è in gran parte temporaneo.
I fatti
Per l’intero 2026 il Pil è salito del 2,2%, leggermente sotto il dato dell’anno precedente. Nel quarto trimestre la spesa personale aumenta del 2,4% su base annua. Il sostegno proviene soprattutto dalle fasce di reddito più elevate, favorite dall’aumento dei patrimoni immobiliari e azionari. Il fenomeno contribuisce a una dinamica definita economia a K, con guadagni disomogenei tra classi di reddito.
Debito e consumi
Molte famiglie attingono alle riserve o ricorrono al credito per sostenere i consumi. Il totale dei saldi delle carte di credito sale a circa $1,15 trilioni, un incremento di 39 miliardi rispetto all’anno precedente. Questo indica che una parte della domanda è finanziata con debito.
Le conseguenze
La riduzione della spesa governativa, derivante dalla chiusura dell’amministrazione federale di sei settimane, sottrae circa un punto percentuale alla crescita del quarto trimestre. L’effetto è però in buona parte temporaneo e dovrebbe attenuarsi con la normalizzazione degli stanziamenti. Gli investimenti delle imprese in tecnologie legate all’intelligenza artificiale forniscono invece un impulso rilevante alla domanda interna.
Mercato del lavoro
Nel corso del 2026 sono stati creati circa 181.000 posti di lavoro, un livello inferiore rispetto all’anno precedente. All’inizio dell’anno successivo si è registrata una ripresa parziale con circa 130.000 posti aggiunti a gennaio, principalmente nel settore sanitario. Gli economisti segnalano che una persistente debolezza dell’occupazione potrebbe limitare la crescita futura.
Il contesto
Gli investimenti in data center e infrastrutture digitali hanno contribuito in modo significativo al Pil nel quarto trimestre. La normativa fiscale approvata lo scorso anno ha favorito deduzioni immediate sugli investimenti, incentivando spese in macchinari e infrastrutture. Alcune banche e analisti osservano segnali di estensione degli investimenti oltre l’ambito tecnologico.
Commercio e settore immobiliare
All’inizio del 2026 molte imprese hanno anticipato acquisti esteri per cautelarsi rispetto a nuove misure tariffarie, generando flussi commerciali elevati poi stabilizzati. Il saldo commerciale per l’anno risulta sostanzialmente invariato. Gli investimenti residenziali restano deboli per la scarsa accessibilità all’acquisto abitativo, nonostante un calo dei tassi ipotecari dal quasi 7% a poco oltre il 6%.
La notizia è arrivata alle autorità economiche. Resta da monitorare la tenuta del mercato del lavoro e la salute del settore abitativo come fattori determinanti per la traiettoria economica nei mesi a venire, secondo fonti ufficiali.