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Il ministro della Difesa bloccato a Dubai, Guido Crosetto torna in Italia: "Polemiche ingiuste"

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Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, torna in Italia da solo a bordo di un aereo militare dopo la tensione in Medio Oriente.

Il ministro della Difesa italiano, Guido Crosetto, è stato costretto a rientrare da Dubai da solo a bordo di un aereo militare dopo che l’escalation militare in Medio Oriente ha sospeso tutti i voli civili. La decisione, presa per garantire sicurezza a sé e agli altri, ha scatenato polemiche politiche e mediatiche, mettendo al centro il dibattito sulla gestione delle crisi internazionali e sul ruolo delle istituzioni italiane in situazioni di emergenza.

Crosetto bloccato a Dubai: il ministro della Difesa rientra con un aereo di Stato

Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha deciso di tornare in Italia da Dubai a bordo di un aereo militare, lasciando temporaneamente la sua famiglia negli Emirati. Come riportato dall’Ansa, originariamente partito venerdì da Roma con un volo civile per raggiungere i propri cari, il decollo è stato impedito dall’improvvisa escalation militare derivante dagli attacchi iraniani. In un messaggio pubblicato su X, Crosetto ha sottolineato: “Rientrerò come ovvio da solo, per evitare l’esposizione ad ulteriori pericoli ad altri che viaggiando con me in condizioni attuali possono essere messi a rischio”.

Prima di decollare, si è spostato via terra a Mascate, capitale dell’Oman, coprendo circa 500 chilometri insieme ad alcune persone rimaste bloccate, per poi prendere il volo del Gulfstream G550 dell’Aeronautica militare, partito dalla base di Pratica di Mare. Il ministro ha precisato di aver saldato “un importo triplo rispetto a quello previsto per gli ospiti dei voli di Stato” per evitare critiche sull’uso di un velivolo istituzionale.

Crosetto ha anche ribadito la sua attenzione nei confronti dei familiari rimasti a Dubai: “Mi sono sincerato che per loro, come per gli altri cittadini italiani e stranieri, non ci siano rischi rilevanti se non quelli di nefasta casualità”. La sua presenza nella regione, ha spiegato, è stata fondamentale per “la gestione della crisi in corso e nei rapporti con gli Emirati arabi”. Nonostante ciò, la notizia del rientro ha scatenato polemiche politiche e sociali. Il ministro ha definito “vergognoso e basso questo modo di fare polemica” e ha aggiunto: “Vorrei rassicurare sul fatto che non prendo lezioni da nessuno per senso dello Stato e delle istituzioni, e ancor meno per la quantità dell’impegno e per la dedizione all’Istituzione. Sulla qualità diranno altri”.

La decisione ha innescato reazioni immediate da parte delle opposizioni e sui social. Il Movimento 5 Stelle ha sollevato interrogazioni parlamentari, chiedendo le dimissioni del ministro e denunciando un’“Italia profondamente umiliatae un governo incapace di gestire l’emergenza. Giuseppe Conte ha definito il ministro “isolato a Dubai come un turista qualsiasi”, mentre Stefano Patuanelli ha parlato di una vicenda “non personale, ma istituzionale”, criticando l’assenza di coordinamento con gli alleati internazionali. Riccardo Ricciardi, capogruppo M5S alla Camera, ha sottolineato: “Come possiamo immaginare che Meloni, Crosetto e Tajani possano trattare con Trump sul prezzo del gas, sul costo delle armi e sui dazi se non vengono nemmeno avvisati dello scoppio di una guerra sopra le loro teste?”.

Dal fronte governativo, Matteo Salvini ha sottolineato di essere “in contatto costante” con gli italiani presenti a Dubai e di lavorare per garantire loro sicurezza e assistenza. Crosetto, nel frattempo, ha ribadito il proprio impegno per risolvere la situazione rapidamente: “Continuo a lavorare, per loro come per altri, per trovare una soluzione veloce e sicura a totale supporto dell’unità di crisi della Farnesina”.

Crosetto bloccato a Dubai, il ministro della Difesa rientra con un aereo di Stato: “Polemiche vergognose”

In una intervista a La Stampa ha chiarito le ragioni della sua permanenza negli Emirati Arabi Uniti, respingendo le critiche che ne hanno accompagnato il rientro in Italia. Ha spiegato che sarebbe potuto tornare già sabato con un volo militare, ma di aver preferito partire il giorno successivo perché la sua famiglia “era terrorizzata. Crosetto ha aggiunto che lo stop di venti ore in più non ha inciso sulla sua capacità di seguire la situazione in tempo reale, sottolineando come “la Difesa italiana mica si ferma se il ministro non è nel suo ufficio” e ricordando che il suo lavoro lo porta spesso in giro per il mondo.

Riguardo alla crisi, il ministro ha precisato che, a differenza di precedenti episodi, “l’Iran ha deciso di attaccare, per reazione, gli Emirati Arabi Uniti, cosa che non era prevista“. In un’intervista a la Repubblica ha aggiunto che le informazioni disponibili inizialmente non lasciavano presagire una tale accelerazione degli eventi.

Inoltre, ha ribadito che eventuali supporti alle operazioni in corso, se richiesti da Stati Uniti o Israele, saranno valutati caso per caso insieme al governo e coinvolgendo anche il Parlamento. Infine, il ministro ha invitato alla prudenza: pur non prevedendo un conflitto globale, ha evidenziato che “il rischio di una forte instabilità regionale è concreto“.