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Dl Fiscale: AssoProfessioni e Confassociazioni, estendere abilitazione visto conformità

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Roma, 6 dic. (Labitalia) – Il segretario generale di AssoProfessioni, Roberto Falcone, e il presidente di Confassociazioni, Confederazioni nazionali delle associazioni professionali, Angelo Deiana hanno inviato una nota a firma congiunta, al Ministro dell’economia e finanze, Daniele Franco, per ribadire "la necessità e l’urgenza di provvedere all’estensione dell’abilitazione al visto di conformità anche ai Revisori legali e Tributaristi qualificati di cui alla Legge n.

4/2013 e certificati ai sensi delle norma Uni 11511".

I due firmatari sottolineano "una grave ingiustizia relativa al dl Fiscale, n. 146/2021, recante misure urgenti in materia economica e fiscale, a tutela del lavoro e per esigenze indifferibili approvato, in prima lettura, dal Senato nei giorni scorsi". "AssoProfessioni e Confassociazioni come Confederazioni rappresentano i professionisti di cui alla legge n.4 del 2013, tra i quali figurano i Revisori legali e i Tributaristi.

Anche per le professioni rappresentate come Confederazione abbiamo fortemente apprezzato l’intento originario del DL Fiscale, n. 146/2021 varato dal Governo, nel Consiglio dei ministri n. 21 del 21 ottobre 2021, il quale prevedeva, in una ottica concorrenziale e di liberalizzazione, di estendere la possibilità di apporre il visto di conformità, anche ai revisori legali".

AssoProfessioni e Confassociazioni hanno proposto emendamenti al dl Fiscale, che prevedevano l’allargamento della platea dei professionisti abilitati ad apporre il visto di conformità anche ai professionisti di cui alla norma UNI 11511 certificati, dopo aver superato un’apposita verifica.

Ma "la nostra proposta emendativa, -spiegano nelle lettera- presentata e sostenuta in maniera trasversale dalle forze politiche al Senato, è risultata preclusa dall’approvazione di un emendamento che ha soppresso il comma 14,dell’articolo 5 del dl Fiscale, n. 146/2021, andando a vanificare l’apprezzabile intento del Governo di agire sull’istituto del visto di conformità in un’ottica di liberalizzazione".

Falcone e Deiana, scrivono ancora al ministro Franco: "Riteniamo ormai non più differibile l’ampliamento delle categorie professionali abilitate ad apporre il visto di conformità, pertanto Le chiediamo di valutare l’opportunità di un tempestivo intervento normativo già nel disegno di legge di Bilancio 2022 (AS 2448), in corso di esame presso il Senato, con un emendamento governativo o dei relatori".

Lo scopo dell'emendamento sarebbe "estendere la possibilità di apporre il visto di conformità ai Revisori legali e ai professionisti di cui alla norma UNI 11511 e alla Legge n.4/2013, il quale oltre a ridurre i costi, migliorare la occorrenza e garantire un maggiore armonizzazione della legislazione italiana con i principi e le normative del diritto dell’Unione Europeo, garantirebbe ai contribuenti due vantaggi: da un lato, ridurrebbe le probabilità di azioni di recupero dell’Agenzia delle Entrate a carico di coloro che, in buona fede, si sono affidati a soggetti non abilitati; dall’altro, consentirebbe di continuare il rapporto con il professionista che fino a quel momento ha seguito le problematiche fiscali e ha curato gli interessi in ambito tributario", concludono.

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