In un discorso di 25 minuti tenuto alla Casa Bianca lo scorso giovedì, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha sollevato dubbi sulla integrità del sistema elettorale americano affermando che è vulnerabile a manipolazioni da parte di potenze straniere come CinaIran e Russia.
Trump ha annunciato la declassificazione di documenti di intelligence statunitensi che dettagliano le capacità di governi stranieri di compromettere l’infrastruttura elettorale americana.
La risposta del Cremlino alle accuse di Trump
Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov ha risposto con fermezza alle accuse di Trump durante una conferenza stampa venerdì. “Russia ha mai interferito negli affari interni di altri paesi”, ha dichiarato Peskov, aggiungendo che “ci aspettiamo che nessuno tenti di interferire nei nostri”.
Peskov ha criticato Trump per aver citato “informazioni non attribuite e non verificate” provenienti da agenzie di intelligence americane, sostenendo che le indagini statunitensi sull’interferenza russa nelle elezioni non hanno trovato prove di illeciti.
La reazione della Cina
Anche la Cina ha respinto le accuse di Trump, definendole “totalmente fabbricate e una diffamazione maliziosa“.
Trump aveva affermato che Pechino aveva acquisito dati su circa 220 milioni di elettori americani.
Le critiche degli oppositori di Trump
Gli oppositori di Trump hanno affermato che il suo discorso di giovedì è un tentativo di seminare confusione in vista delle elezioni di metà mandato di novembre, che potrebbero portare a una pesante sconfitta per i Repubblicani. La guerra in Iran e le questioni economiche stanno pesando sul gradimento del presidente.
La tensione tra gli Stati Uniti e la Russia continua a crescere, con accuse reciproche di interferenza negli affari interni. Mentre Trump cerca di rafforzare le leggi elettorali, Mosca respinge con fermezza ogni accusa, sostenendo la propria innocenza e chiedendo rispetto per la propria sovranità.
