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Esposto su voti e designazioni: i dubbi che mettono in crisi l'Aia

Esposto su voti e designazioni: i dubbi che mettono in crisi l'Aia

Il caso parte da una serie di scambi nelle designazioni e da un voto di 8,40 che avrebbe determinato la fuoriuscita di un arbitro: la Procura ha aperto indagini

La vicenda che ha travolto l’Aia è arrivata all’attenzione pubblica attraverso un esposto firmato dal presidente della sezione di L’Aquila, Guido Alfonsi, e protocollato il 27 maggio 2026. Nel documento si segnalano presunte irregolarità nelle designazioni degli osservatori arbitrali e in particolare uno scambio di incarichi avvenuto nell’ultima giornata del campionato 2026-26 che, secondo l’esposto, avrebbe avuto conseguenze dirette sulla classifica di rendimento dei direttori di gara.

Le accuse sono precise: modifiche nelle assegnazioni degli osservatori e un voto considerato anomalo avrebbero alterato la graduatoria finale, determinando la dismissione di un arbitro appartenente alla sezione di Alfonsi. L’articolo di denuncia è stato già registrato presso la Procura Federale e segnalato al pubblico ministero Maurizio Ascione, mentre la Procura della Repubblica di Milano ha inserito la pratica tra gli atti sotto inchiesta, con alcuni nomi già indicati tra gli indagati.

I fatti contestati

Al centro della denuncia c’è il passaggio di supervisori tra due partite decisive: inizialmente l’osservatore Andrea Antonelli era destinato a seguire Lazio-Pisa, poi la sua designazione sarebbe stata spostata su Napoli-Udinese, e al suo posto all’Olimpico sarebbe stato inviato Sandro Rossomando, originariamente previsto per il Maradona. Questa inversione, per Alfonsi, non è casuale: lo spostamento dell’osservatore ha portato a una valutazione ritenuta anomala per la direttrice di gara Maria Sole Ferrieri Caputi, che ricevette un punteggio di 8,40.

La sequenza delle designazioni

Secondo la ricostruzione dell’esposto, la catena decisionale che ha portato allo scambio delle designazioni appare opaca: cambi dell’ultimo minuto, comunicazioni non trasparenti e una scelta che ha mutato l’assetto degli osservatori per le gare chiave. L’osservatore è la figura che assegna i voti e quindi incide direttamente sulla classifica di rendimento degli arbitri: per questo ogni modifica nelle designazioni viene considerata di grande rilevanza, soprattutto in una giornata che poteva decidere posizioni sensibili della graduatoria finale.

Il voto di 8,40 e le conseguenze

Il punteggio attribuito a Ferrieri Caputi è il punto nevralgico dell’esposto: 8,40 è stato definito dalla denuncia come un voto insufficiente che ha fatto uscire l’arbitro dalla top 25 stagionale. Questo scarto avrebbe innescato una catena di effetti: la collocazione finale degli arbitri determina conferme o dismissioni annuali, perciò una singola valutazione è in grado di cambiare il destino professionale di colleghi coinvolti dalla graduatoria.

Graduatorie, regole e ipotesi di scambio

Le regole interne prevedono che ogni fine stagione siano dismessi cinque arbitri, con criteri che tengono conto dell’anzianità e della posizione nella graduatoria di rendimento. In questa tornata tre arbitri con oltre dieci anni di carriera erano già fuori dalla top 25: Abisso, Piccinini e Pezzuto. Gli altri due posti sono andati ai meno in classifica: il 42esimo (Massimi) e il 41esimo (Federico Dionisi), quest’ultimo appartenente alla sezione che ha presentato l’esposto. L’arbitro Antonio Rapuano, con più di dieci anni di anzianità, si è invece salvato grazie al 25esimo posto: la denuncia sostiene che un voto diverso a Ferrieri Caputi avrebbe sovvertito questa situazione, scambiando posizioni e salvando Dionisi.

Indagini e possibili sviluppi

Dopo la ricezione dell’esposto la Procura Federale ha aperto un fascicolo e il procuratore federale Chinè ha annunciato l’intenzione di interrogare i soggetti coinvolti e acquisire tutta la documentazione utile per verificare l’eventuale illiceità dei comportamenti. Tra i nomi che emergono nelle verifiche figurano quello dell’ex designatore Gianluca Rocchi e la figura del designatore ad interim, Dino Tommasi, che potrebbe essere chiamato a rispondere nel procedimento. I termini dell’inchiesta prevedono una prima fase di sessanta giorni, prorogabili di quaranta in caso di necessità, lasciando aperta la possibilità di deferimenti formali.

Riflessioni e impatto sull’Associazione

Oltre agli aspetti giudiziari, la vicenda mette in luce questioni più ampie legate alla trasparenza delle procedure e alla fiducia nell’istituzione: nell’ambiente si discute anche del numero di designazioni assegnate agli assistenti più giovani e di possibili trattamenti differenziati per dirigenti più anziani. La Figc ha avviato verifiche interne e ha rinunciato all’ipotesi di commissariamento dopo il parere negativo del Collegio di Garanzia dello Sport, ma il dibattito rimane aperto: sarà un’estate cruciale per l’Aia e per il sistema di valutazione degli arbitri.