Federica Brignone racconta il momento più delicato della sua carriera, tra il recupero dall’infortunio, il desiderio di tornare protagonista sugli sci e una visione del futuro lontana dalle piste. Nell’intervista al Corriere della Sera, la campionessa azzurra parla del confronto con Jannik Sinner, della sua popolarità, delle passioni personali e dei progetti che immagina dopo lo sport.
Il futuro di Brignone oltre lo sci: mare, famiglia e nuovi progetti personali
Nonostante il periodo lontano dalle gare, Brignone non ha mai perso di vista il suo obiettivo principale: tornare protagonista sulla neve. L’azzurra ha spiegato di essere pronta a fare il possibile per affrontare la nuova stagione, lasciando aperta soltanto l’ipotesi di uno stop nel caso il dolore dovesse rimanere troppo forte: “Farò di tutto per esserci, valuterei lo stop solo se avessi ancora tanto male”.
Il recupero rappresenta una sfida fisica e mentale, ma la campionessa guarda avanti con determinazione, forte dell’esperienza maturata negli anni. L’impresa di Cortina, arrivata nonostante le difficoltà, è stata per lei la dimostrazione di una crescita costruita nel tempo: “È come se avessi vissuto di rendita: con mente e corpo ho contenuto varie insidie e ho superato limiti che ritenevo invalicabili”.
Secondo Brignone, quel risultato le ha permesso di aggiungere un valore speciale alla propria carriera, portandola a considerarsi “tra le dieci di tutti i tempi”.
Durante la pausa dalle competizioni Federica Brignone ha trovato spazio per un’altra grande passione: il surf. Dopo anni trascorsi principalmente sulla neve, l’atleta ha riscoperto il legame con il mare attraverso esperienze tra San Salvador e Maldive: “Mi sono abbuffata di surf”. Una volta conclusa la carriera agonistica, infatti, immagina una vita fatta di viaggi e avventure: “Farò il giro del mondo surfando”. Brignone non teme il momento del ritiro e sostiene di avere già molte possibilità davanti a sé: “Non ho paura di piantarla lì con lo sci. Se dovessi lasciare, non sarei preoccupata: avrei mille opzioni”.
Tra i desideri personali c’è anche quello della maternità, un progetto che considera importante ma incompatibile con l’attuale vita da atleta professionista: “Diventare mamma è uno dei sogni, a differenza del matrimonio. Però la maternità sarà impossibile fino a quando rimarrò atleta”. Dopo lo sci immagina un’esistenza meno legata alla routine, con periodi dedicati allo sport, ai viaggi e alle passioni personali: “Sei mesi qui e sei mesi al mare, dedicandomi agli sport estremi: non avrò una vita di routine”. Anche sul rapporto con James, il suo compagno, Brignone mantiene grande discrezione, ribadendo la volontà di proteggere la propria sfera privata: “Tanto le mie regole non cambiano”.
Guardando al futuro, Brignone valuta anche nuove strade professionali, tra cui il ruolo di commentatrice televisiva: “Qualcuno mi ha già cercato”. Prima, però, resta la priorità del ritorno sugli sci. Il programma è chiaro: superare i primi test, eventualmente partire per Ushuaia con la squadra e capire se il fisico potrà sostenere la stagione. Una nuova sfida per un’atleta che ha già dimostrato di saper andare oltre i propri limiti.
Non sono mancati però alcuni commenti critici verso il mondo dello sport e della comunicazione moderna, in particolare sul calcio e sull’utilizzo dei social network: “Detesto poi l’invadenza dei social, come si fa a insultare chi sbaglia un rigore? I social sono una malattia”.
Federica Brignone e il confronto con Jannik Sinner: “Lui vola con il jet privato, io con Ryanair”
Federica Brignone si è raccontata senza filtri in un’intervista al Corriere della Sera, parlando della sua carriera, del momento difficile vissuto dopo l’infortunio e delle differenze tra discipline sportive che, pur essendo ai massimi livelli, hanno dinamiche molto diverse. Il confronto con Jannik Sinner nasce proprio dal tema della notorietà e delle possibilità offerte dalla fama: “Lui è un campione straordinario e oggi è più popolare di me”.
La campionessa ha raccontato la nascita di un rapporto speciale con Jannik Sinner, conosciuto durante la fisioterapia al JMedical di Torino. Nei confronti del numero uno del tennis mondiale ha espresso parole di grande stima: “Jannik è super: è più maturo rispetto alla sua età, è rispettoso, corretto, concentrato”. Infine, ha sottolineato come il tennis garantisca una visibilità globale maggiore rispetto allo sci e una disponibilità economica diversa: “Può viaggiare con il suo jet privato, io invece prendo ancora Ryanair e sto seduta in mezzo alla gente”. Un’immagine che racconta bene la distanza tra due realtà sportive, pur accomunate da atleti di assoluto valore.
