A quindici mesi dal grave infortunio che ha messo alla prova la sua carriera, Federica Brignone affronta una nuova fase del percorso agonistico tra recupero fisico, ambizioni sportive e incertezze sul futuro. La campionessa azzurra guarda alla prossima stagione con determinazione, ma anche con la consapevolezza dei limiti imposti dal suo corpo.
Federica Brignone, la tremenda confessione: “Il mio corpo non si riprenderà mai del tutto”
A quindici mesi dal grave infortunio riportato nel gigante dei Campionati italiani dell’aprile 2025, quando subì la frattura di tibia e perone, Federica Brignone continua il percorso di recupero con grande determinazione, ma senza nascondere le difficoltà ancora presenti.
La campionessa valdostana, intervistata da L’Équipe, ha raccontato una situazione migliore rispetto alla scorsa estate, pur consapevole che il suo fisico non potrà tornare completamente quello di prima. “L’anno scorso, in questo periodo, non sapevo nemmeno quando sarei riuscita a camminare”, ha spiegato l’azzurra, sottolineando come i progressi siano evidenti ma non sufficienti a eliminare ogni problema.
Nonostante il lungo stop, Brignone è riuscita a rientrare in gara e a conquistare due medaglie d’oro in gigante e superG alle Olimpiadi di Milano-Cortina, un risultato arrivato dopo una preparazione molto limitata. Ora l’obiettivo è provare a costruire una nuova stagione, anche se il ritorno ai massimi livelli resta una sfida complessa. “Cercherò di mettere gli sci all’inizio di agosto”, ha dichiarato la sciatrice, che ha già programmato la trasferta a Ushuaia a settembre per gli allenamenti con la squadra italiana, ma senza avere certezze sulla possibilità di affrontare l’intero calendario agonistico.
Il lavoro quotidiano prosegue tra allenamento e terapie: “Questa volta mi sto preparando come se volessi fare tutta la stagione. Ma non so se riuscirò a farcela: prenderemo le giuste decisioni quando sarà necessario”, ha raccontato Brignone, spiegando di non poter ancora svolgere tutte le attività abituali. Può dedicarsi alla bicicletta, al nuoto e alla palestra, ma la corsa rimane impossibile. Il corpo sta rispondendo positivamente, con un aumento della massa muscolare e miglioramenti costanti, anche se il dolore continua a essere una presenza quotidiana. “Sento sempre dolore”, ha ammesso l’atleta, ricordando che nello sci di alto livello il rischio di infortunarsi è sempre presente.
Federica Brignone e la decisione sulle Olimpiadi del 2030: “Sono sicura che non ci sarò”
Guardando al futuro, Federica Brignone appare concentrata soprattutto sul presente e sulla possibilità di completare la prossima stagione, senza fare programmi troppo lontani. La campionessa ha infatti escluso una partecipazione ai Giochi olimpici del 2030 sulle Alpi francesi, spiegando che quell’appuntamento è troppo distante e che immagina per sé una vita diversa, con più spazio per viaggi e sport vissuti senza gli obblighi della competizione professionistica. “Sono sicura che non ci sarò, almeno come atleta. È troppo lontano”, ha affermato, lasciando però aperta la porta all’imprevedibilità del futuro: “nella vita non si sa mai”.
Per il momento, la priorità resta capire come reagirà il suo fisico durante la prossima annata agonistica. Dopo essere tornata alle competizioni in condizioni difficili, questa volta Brignone vuole affrontare la preparazione con maggiore continuità: “Mi sto preparando come se volessi fare tutta la stagione”, ha spiegato, anche se le decisioni definitive verranno prese passo dopo passo in base alle risposte del corpo.
La sciatrice ha inoltre espresso un giudizio positivo sulla scelta di Val d’Isère come sede olimpica del 2030, definendo il tracciato adatto al livello della manifestazione. Secondo Brignone, una pista olimpica deve rappresentare una vera sfida per i migliori atleti del mondo: “La pista è difficile, impegnativa, ma saremo alle Olimpiadi e i migliori atleti del mondo devono confrontarsi su percorsi all’altezza”. Una visione che rispecchia il suo approccio alla carriera: affrontare le difficoltà senza rinunciare alla competizione, ma ascoltando i limiti imposti dal proprio corpo.
