La verità su un femminicidio passa anche dalle parole più fragili, quelle di un figlio di 10 anni chiamato a raccontare ciò che ha visto e percepito dentro le mura di casa. Nel caso dell’omicidio di Federica Torzullo, la giustizia cerca risposte nel dolore privato di una famiglia distrutta, mentre una comunità intera si prepara all’ultimo saluto a una donna uccisa nel contesto di una separazione.
L’addio a Federica Torzullo e il dolore della comunità
Sabato 7 gennaio, Anguillara Sabazia si fermerà per rendere omaggio a Federica Torzullo. L’addio della donna barbaramente uccisa si terrà nella stessa Chiesa che ha ospitato pochi giorni fa i funerali dei genitori di Claudio Carlomagno, anch’essi tragicamente scomparsi per suicidio. Il lutto si aggiunge al trauma già vissuto dal paese, profondamente segnato da questa catena di tragedie.
Dopo l’autopsia, che ha evidenziato circa 23 ferite da taglio, l’amputazione di una gamba e bruciature sul corpo della donna, la comunità si prepara a dare a Federica un ultimo saluto, mentre la giustizia continua il suo percorso per fare luce su ogni dettaglio della vicenda.
Claudio Carlomagno, che ha ammesso di aver ucciso la moglie e di averne occultato il corpo in una fossa profonda due metri, ha sostenuto di aver agito perché temeva che Federica volesse allontanarlo dal figlio o sottrargli la quotidianità condivisa con lui; una versione smentita con fermezza dai genitori e dalla sorella Stefania della donna, secondo cui la 41enne non aveva mai pensato di separare il bambino dal padre, prevedendo anzi che il piccolo restasse nella casa coniugale e che i coniugi si alternassero sotto lo stesso tetto per stargli accanto.
Federica Torzullo, la testimonianza del figlio ai pm: violenze in casa e l’ultima cena in famiglia
Nel frattempo, il figlio della coppia, il bambino di dieci anni, ha avuto un ruolo cruciale nelle indagini: mercoledì è stato ascoltato in un’audizione protetta dai pm di Civitavecchia, alla presenza del suo curatore speciale, del tutore legale e di uno psicologo. L’obiettivo è comprendere la dinamica dei rapporti familiari e verificare se il piccolo avesse percepito tensioni tra i genitori, soprattutto la sera dell’8 gennaio, quando ha cenato con i suoi per l’ultima volta nella villetta di famiglia. Le sue parole, delicate ma decisive, potrebbero aiutare a ricostruire il clima che precedette la tragedia.
Gli investigatori continuano a ritenere l’omicidio frutto di premeditazione, ma per sostenere l’aggravante serve un impianto probatorio solido anche in dibattimento: al momento le dichiarazioni di Carlomagno, pur considerate non veritiere, non sono ancora confutabili in modo definitivo.