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Femminicidio Michelle Causo: il killer tenta il suicidio in carcere, salvato da un agente

Michelle Causo tentato suicidio killer

Michelle Causo, uccisa nel giugno 2023: tentato suicidio del killer nel carcere di Torino, salvato all’ultimo momento da un agente.

Il killer accusato del femminicidio di Michelle Causo ha tentato il suicidio nel carcere Lorusso e Cutugno di Torino, salvato all’ultimo momento dall’intervento di un agente della polizia penitenziaria. L’episodio riporta sotto i riflettori una vicenda già drammatica e solleva interrogativi sulle condizioni all’interno delle carceri italiane.

Il Femminicidio di Michelle Causo nel giugno 2023

Il tentativo di suicidio arriva a oltre due anni dal femminicidio di Michelle Causo, la diciassettenne romana uccisa il 28 giugno 2023 nel quartiere Primavalle per un debito di 60 euro legato alla droga. Ciò che doveva essere un confronto si trasformò in un agguato pianificato nei minimi dettagli: il ragazzo, allora minorenne, aveva cercato online i punti vitali del corpo umano e colpì la giovane con 23 coltellate, per poi abbandonarne il corpo in un sacco nero trasportato con un carrello fino a un cassonetto.

Dopo la condanna, il giovane aveva già destato l’attenzione pubblica per la pubblicazione di una canzone rap dal carcere minorile di Treviso, intitolata ‘Scusa mamma’.

Femminicidio Michelle Causo, tentato suicidio in carcere per il killer: salvato da un agente

Il 20enne, originario dello Sri Lanka e condannato a 20 anni per omicidio, violenza sessuale e vilipendio di cadavere, avrebbe costruito una corda rudimentale per impiccarsi, come riportato da Torino Today.

L’intervento tempestivo di un agente della polizia penitenziaria ha evitato la tragedia: “Solo la prontezza del personale di turno ha impedito il peggio”, ha dichiarato il sindacato Osapp, spiegando che l’agente ha liberato il detenuto, constatandone l’assenza di sensi, e ha praticato il massaggio cardiaco fino alla ripresa della respirazione. L’episodio si sarebbe verificato circa un’ora dopo l’ultimo colloquio telefonico con il suo avvocato, Daniele Meles.

Il segretario generale dell’Osapp, Leo Beneduci, ha sottolineato come il salvataggio sia “il frutto del sacrificio dei singoli mentre il sistema sembra aver dimenticato chi garantisce la legalità e la sicurezza tra le mura delle carceri”, evidenziando le difficoltà e le carenze strutturali della polizia penitenziaria.