Napoli, 20 gen. (Labitalia) – Il Green Med expo & symposium 2026 (Gmes) è già realtà. Con la prima riunione del Comitato di Indirizzo e il ritorno alla Stazione Marittima di Napoli, prende ufficialmente avvio l’edizione numero 7 del principale appuntamento del Mezzogiorno dedicato alla transizione ecologica ed energetica, all’economia circolare e alla sostenibilità, in programma nel 2026 dal 27 al 29 maggio.
La scelta della Stazione Marittima ha un valore simbolico e strategico. Riportare il Green Med nel cuore della città significa riavvicinare le persone, le comunità ai grandi temi ambientali, in uno dei luoghi più iconici e riconoscibili dell’Italia nel mondo. Un luogo che diventa messaggio: punto di connessione naturale tra città e Mediterraneo, tra innovazione, sviluppo e futuro.
L’edizione 2026 si colloca in un momento decisivo per la storia economica e ambientale del Paese. Il Piano nazionale di ripresa e resilienza entra nella sua fase conclusiva mentre il Circular economy act entra in vigore, aprendo una nuova stagione normativa, industriale e finanziaria. Due snodi destinati a segnare il futuro dell’economia italiana e della transizione ecologica. Il Green Med Expo accende dunque i riflettori su questo passaggio epocale, offrendo uno spazio di analisi, confronto e proposta capace di leggere il presente e orientare le scelte future di istituzioni, imprese e territori. Una piattaforma aperta di dialogo e progettazione condivisa, una tre-giorni durante la quale affrontare, con un approccio scientifico e divulgativo, i grandi temi ambientali.
Ampio spazio sarà dedicato all’energia e alla transizione energetica, con attenzione alle fonti rinnovabili, alle comunità energetiche e agli strumenti di incentivazione come il Conto termico 3.0, così come alla gestione della risorsa idrica in funzione del cambiamento climatico, alle bonifiche ambientali, alla riduzione degli sprechi, anche alimentari, al tessile sostenibile, alla corretta gestione dell’amianto e ai processi di rigenerazione urbana che guardano al modello delle biocittà.
Il ritorno in centro città rafforza la volontà del Green Med di parlare ai cittadini, superando un modello che li vede spettatori della rivoluzione green.
L’obiettivo è rafforzare il patto tra istituzioni, imprese e persone, che si basa secondo l’ottica della ideatrice dell’evento, Monica D’Ambrosio, “su informazione chiara e trasparente, sostegno a ricerca e innovazione, automazione dei processi, sensibilizzazione e educazione. Tutto a beneficio concreto per la vita di ciascuno. E infatti – anticipa D’Ambrosio – accanto all’evento principale, promuoveremo iniziative diffuse sul territorio, attività divulgative e percorsi dedicati a scuole, studenti e famiglie, per aumentare consapevolezza e partecipazione”.
Tra le iniziative, la nascita di un simposio pensato per mettere in contatto studenti, laureandi e imprese, favorendo il trasferimento di competenze e l’ingresso delle nuove generazioni nei settori dell’energia e dell’ambiente. Il comitato scientifico del 'Green med expo & symposium 2026' riunisce università come la Tuscia, il Suor Orsola Benincasa e Tor Vergata, Parthenope, gli ordini professionali di ingegneri e giornalisti, e poi enti pubblici come Arpac, Cnr-Iriss e Anci Campania, e associazioni tra cui Assoambiente, Ferpi, Cic, Global Exhibition Group, Sportello amianto nazionale e Its. Il comitato unisce ricerca, istituzioni, comunicatori e professionisti, imprese per guidare la transizione ecologica e fare del Green Med una piattaforma nazionale di eccellenza.