Un ospedale di Firenze è stato condannato per un errore medico che ha segnato per sempre la vita di un bambino. La vicenda, che riguarda una diagnosi sbagliata e interventi chirurgici inutili, mette in luce le conseguenze devastanti di una mancata accuratezza nelle cure pediatriche.
Diagnosi sbagliata che ha cambiato la vita ad un bambino di 4 anni
Come riportato da Repubblica, nel 2010, un bambino fiorentino di appena quattro anni fu ricoverato all’ospedale pediatrico Meyer con sintomi cerebrali preoccupanti. I medici diagnosticarono un tumore e decisero di sottoporlo a tre interventi chirurgici, tra cui una lobectomia temporale, con l’obiettivo di rimuovere la presunta lesione. Solo anni dopo si scoprì che si trattava di un’encefalite erpetica, una grave infiammazione del cervello causata dal virus dell’herpes simplex, curabile con farmaci antivirali.
L’errore diagnostico ha avuto conseguenze drammatiche: oggi il ragazzo è tetraplegico, non risponde a stimoli esterni ed è considerato invalido al 100%, con un’aspettativa di vita ridotta tra i 35 e i 40 anni. Come ha osservato il tribunale civile di Firenze, “una vita spezzata da un errore di diagnosi”, un’affermazione che racchiude il peso umano e sociale della vicenda.
Firenze, ospedale condannato a maxi risarcimento: bambino operato per tumore inesistente
Dopo anni di contenzioso avviato dai genitori nel 2019, il tribunale ha condannato l’ospedale Meyer a un risarcimento totale di 3,7 milioni di euro, tra i più alti mai riconosciuti in Toscana per responsabilità medica. Di questa somma, 2,3 milioni spetterebbero al ragazzo, mentre circa 500 mila euro dovrebbero essere divisi tra i genitori e 270 mila al fratello; oltre ai 100 mila euro per le spese legali.
Come riferisce Repubblica, l’azienda ospedaliera avrebbe provveduto ieri, 27 gennaio, alla contabilizzazione dell’importo del risarcimento. Dopo aver preso atto della condanna in primo grado del tribunale civile, l’ospedale ha agito rapidamente, motivando l’operazione con “l’urgenza di dichiarare il presente provvedimento immediatamente eseguibile al fine di provvedere al tempestivo pagamento degli importi dovuti ed evitare ulteriori azioni di controparte“. Al tempo stesso, viene precisato: “Con espressa riserva di ripetizione delle somme liquidate con il presente provvedimento qualora, per qualsiasi motivo o a seguito di giudizio d’appello risultassero non dovute“.
Rimane però aperta una riflessione più ampia: dietro le cifre e le sentenze ci sono vite spezzate, e il prezzo di un errore, quando a pagarne è un bambino, non può essere misurato solo in euro.