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Influenza: medici Codogno, 'tante richieste vaccini, per averli altre due settimane'

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Milano, 1 ott. (Adnkronos) – Per i vaccini anti-influenzali ci sono "tante richieste", sì, ma nessuna situazione di emergenza, per lo meno a Codogno, la cittadina del lodigiana dove fu ricoverato il primo paziente italiano positivo al Covid19. "Del resto, abbiamo sempre iniziato alla fine di ottobre, non possiamo ancora dire se c'è un ritardo o no", spiega all'Adnkronos la dottoressa Maria Clelia Negri, tra i medici di base della città, ancora 'scottata' dall'impatto della pandemia.

"Non sappiamo ancora quando li consegnano precisamente, abbiamo una piattaforma per prenotarli ma penso ci vorranno almeno altre due settimane", sottolinea, aggiungendo che è presto per parlare di "emergenza".

Rispetto agli anni passati, hanno iniziato a chiedere il vaccino anti-influenzale soprattutto gli ultrasessantenni e gli ultrasettantenni che prima non lo facevano, ma non solo. "La situazione non è tranquilla, ci sono moltissime aspettative anche a livello nazionale per l'invito quotidiano a vaccinarsi", sottolinea un altro medico di medicina generale di Codogno, Andrea Lozzi.

"Ogni giorno – racconta – ricevo almeno il doppio delle richieste rispetto allo scorso anno. Sono soprattutto anziani, ma è aumentato il numero dei 50-60enni, fascia esclusa dalla vaccinazione dispensata dal sistema sanitario nazionale, che chiede di prenotarlo in farmacia". Più serena, la dottoressa Tiziana Papotti: "No, non siamo partiti tardi. L'influenza non c'è ancora, ci sono problematiche banali da raffreddamento per il cambio di stagione e per il fatto che i bambini hanno iniziato ad andare a scuola", afferma, convinta che quest'anno potrebbero esserci anche meno malattie da raffreddamento.

"Qui a Codogno siamo tutti molto abituati a girare con la mascherina. Quindi sicuramente buona parte delle malattie da raffreddamento trasmesse normalmente per via aerea secondo me ci saranno meno dell'anno scorso". Lozzi è convinto che di dosi vaccinali ce ne saranno per tutti. "La campagna vaccinale quest'anno parte ufficialmente il 1 novembre, non c'è ritardo. Ci può essere qualche disturbo nell'approvvigionamento per le tante richieste, ma secondo me ci sarà per tutti quello che lo vogliono fare.

L'unico problema potrebbe sorgere se lo si pretende in massa la prima settimana di novembre".

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