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Balbo (Intesa Sp Emilia Romagna e Marche): "Da inizio emergenza sostegno aziende"

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Roma, 30 nov. (Labitalia) – "All'inizio dell'emergenza coronavirus siamo intervenuti immediatamente e con velocità, perché di questo c'era bisogno; per dare sostegno alle aziende per la necessità di liquidità, essendosi bloccati i fatturati". Lo dice in un'intervista all'Adnkronos/Labitalia Cristina Balbo, direttore regionale Emilia Romagna e Marche Intesa Sanpaolo, anticipando il webinar con Confindustria Marche di questo pomeriggio 'Traiettorie di futuro per le Marche – La grande opportunità dei Fondi strutturali europei'.

"Lo abbiamo fatto – ricorda – in modo proattivo essendo molto vicino al territorio e poi stiamo proseguendo perché questa crisi sta protraendosi molto di più di quello che si immaginava. Per questo, oltre al sostegno della liquidità, stiamo sostenendo le aziende per tutto ciò che serve per accompagnarle a scavalcare questo momento".

"Attualmente – fa notare – non ci sono molti investimenti, però cerchiamo anche di sollecitare e sostenere le aziende perché comunque si cerchi di pensare anche al dopo crisi.

Questa crisi – analizza Cristina Balbo – ha posto l'accento su alcuni trend che erano già evidenti prima e che oggi ancora di più diventano indispensabili per l'uscita dalla crisi stessa e il rilancio. Al di là della dimensione, la digitalizzazione è una strada obbligata e su questo bisognerà sicuramente investire".

"Un altro trend importante – sottolinea – è quello della sostenibilità, investimenti Esg, circular economy, tutto questo mondo che già era un trend evidente prima, ma che sicuramente la crisi evidenzia ancora di più.

Noi sosteniamo le aziende con tante soluzioni finanziarie dedicate, che non consistono semplicemente nel fornire risorse a tassi agevolati; questo sicuramente aiuta ma, assieme alle aziende, cerchiamo di costruire dei percorsi, quindi affiancando le competenze che sono presenti all'interno del gruppo su questi temi".

Per il direttore regionale Emilia Romagna e Marche Intesa Sanpaolo, "essere una banca d'impatto significa essere una banca che ha un impatto non soltanto sull'economia, ma anche sulla società. E, quindi, una banca che riesce anche a migliorare il benessere sociale, ad avere un impatto dal punto di vista artistico-culturale sull'ambiente. Sono tutti temi su cui noi investiamo da sempre in cui crediamo molto, ma con l'ultimo piano industriale lo abbiamo messo al centro anche investendo importanti risorse finanziarie".

"Lo facciamo – chiarisce – costruendo delle soluzioni dedicate che arrivino laddove magari non può arrivare la banca tradizionale. Mi riferisco, ad esempio, a forme di prestito rivolte ai giovani che vogliono affrontare un percorso di studi, a risorse a tassi bassissimi, a volte tasso zero e senza garanzie sulla base della regolarità del corso di studi. Questo è importante perché consente ai giovani di investire nella propria formazione".

"Proponiamo anche prestiti per le famiglie con i redditi bassi a tasso zero per l'acquisto di strumenti per la didattica a distanza e credito per le aziende che altrimenti non sarebbero bancabili. C'è anche un grande investimento nelle start up. Tutte queste cose le facciamo coinvolgendo anche altri attori del territorio. Questo vuole dire essere banca d'impatto: migliorare la nostra società, l'ambiente e il posto in cui viviamo", conclude Cristina Balbo.


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