> > "È in corso un focolaio di meningite": paura in Italia, l’ospedale intervi...

"È in corso un focolaio di meningite": paura in Italia, l’ospedale interviene per fare chiarezza

meningite napoli

Tre ricoveri al Cotugno accendono l’allarme meningite a Napoli, ma l’ospedale smentisce le fake news diffuse sui social e WhatsApp.

A Napoli si è diffuso un allarme sanitario legato alla meningite, alimentato da messaggi circolati su social e chat. Le informazioni non verificate hanno generato paura e crescente preoccupazione tra la popolazione. Ecco cosa è accaduto e qual è la reale situazione sul territorio.

“È in corso un focolaio di meningite”: Napoli ancora nel mirino delle fake news

Nelle ultime ore si è diffuso un clima di forte apprensione a causa di una catena di messaggi, in particolare audio WhatsApp, che parlavano di un presunto focolaio di meningite nell’area di Napoli. Le comunicazioni avrebbero fatto riferimento a presunti ricoveri gravi presso l’ospedale Cotugno e addirittura a “due ragazzi morti”, alimentando timori senza alcun riscontro reale.

Situazione ospedaliera e chiarimenti ufficiali: la nota del Cotugno

Attualmente all’ospedale Cotugno sono ricoverati due ragazze e un uomo, impiegato come buttafuori in un locale, con il primo caso registrato a fine dicembre e gli altri nei giorni successivi. Come riportato da Fanpage, l’ASL Napoli 1 Centro ha aperto un’indagine epidemiologica “per ricostruire i contatti e quindi eventuali contagi”, mentre l’ospedale ha diffuso una nota per “fornire opportuni chiarimenti per una corretta informazione alla cittadinanza”.

Secondo il comunicato, i casi presentano “diverse matrici patogene e non sono riconducibili a un unico ceppo infettivo”, rientrando così nei flussogrammi stagionali attesi, specialmente considerando i recenti bruschi cambi di temperatura. Pur essendoci un legame di conoscenza tra i tre soggetti affetti da Neisseria meningitidis, “l’assenza di correlazione cronologica tra le insorgenze non suggerisce l’ipotesi di una catena di contagio diretta”. I pazienti restano sotto valutazione clinica e il Servizio di Igiene e Sanità Pubblica dell’ASL sta completando i protocolli di screening e sorveglianza previsti.

I fatti accertati e la smentita ufficiale dell’Ambasciatori: “Non esiste alcun focolaio”

Secondo quanto riportato anche da Napoli Today, i messaggi avrebbero incluso un presunto episodio a Frattamaggiore, poi rivelatosi infondato. In quel caso si sarebbe trattato di un singolo episodio di meningite non infettiva che avrebbe coinvolto un ragazzo di 16 anni, senza conseguenze gravi.

Parallelamente, alcune chat avrebbero invitato a evitare zone e locali specifici, tra cui l’Ambasciatori Club Restaurant di Chiaia. Anche queste accuse sono state smentite. Il titolare, Giuseppe Pelosi, ha chiarito pubblicamente: “informazioni false e gravemente diffamatorie che mi coinvolgono personalmente e che tentano di associare il mio nome a episodi sanitari del tutto inesistenti. Non esiste alcun focolaio di meningite riconducibile alla mia persona, né a luoghi o attività con cui collaboro”.