> > Fuksas: volevo fare il pittore, ad Elisa invidio la libertà creativa

Fuksas: volevo fare il pittore, ad Elisa invidio la libertà creativa

Roma, 15 ott. (askanews) – Elisa Fuksas racconta suo padre, il grande architetto Massimiliano, nel film “Fuksas. Da tutta la vita”, che è stato presentato alla Festa del Cinema di Roma. E’ un racconto tra pubblico e privato fatto di materiale d’archivio, filmati e foto di famiglia e testimonianze delle opere di architettura realizzate in tutto il mondo, e di un dialogo-intervista, tra un padre e una figlia.La regista ha spiegato: “Ho capito che noi inventiamo i nostri genitori e i nostri genitori ci inventano.

E questa enorme porzione di immaginazione che regola tutti i nostri rapporti mi sembra poi la cosa più preziosa che abbiamo”. In questo dialogo-confronto, in cui affiorano continuamente grande complicità e grande ironia, Fuksas sembra invidiare la libertà creativa della figlia. “Beh, io volevo fare il pittore, immagina quello che posso provare, quasi un senso non di invidia, di distruzione fisica, ecco, c’è qualcuno che fa quello che volevo fare io” ha spiegato il padre.

Tra ricordi, emozioni, scambi e riflessioni, anche con la madre Doriana, da sempre al fianco di Massimiliano nei suoi progetti, Elisa porta alla luce anche i filmati di quel giovane architetto che “voleva fare la rivoluzione”. Alla domanda se pensa di averla fatta attraverso la sua architettura, lui ha risposto: “No, non ci sono riuscito però è un progetto a lungo termine, penso di riuscirci fino in fondo.

Lo voglio fare. Cioè, la felicità non è misurata, come diceva Lula che ho incontrato tanti anni fa, dal PIL. La felicità è un altro PIL, è quello dei sentimenti, se riuscissimo a dare la felicità alle persone avremmo vinto tutte le guerre”.

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