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Gaeta, storica città costiera del Lazio, ha ufficialmente avviato la sua candidatura per diventare la Capitale Italiana del Mare nel 2026. Il progetto, intitolato “Gaeta, Città della Cultura del Mare. Blu: oltre l’Orizzonte, nelle radici dell’Essere”, mira a posizionare il mare come fulcro delle politiche culturali, educative e sociali del paese.
Questa candidatura rappresenta un’importante opportunità per Gaeta e un’iniziativa di grande respiro che coinvolge una rete di enti e istituzioni, tra cui la Regione Lazio, le province di Latina e Caserta, e numerosi comuni costieri.
L’obiettivo è creare un modello di sviluppo sostenibile e inclusivo che evidenzi l’importanza del mare nella vita quotidiana.
Un partenariato ampio e inclusivo
La forza della candidatura di Gaeta risiede nel suo partenariato esteso. Sono coinvolti, infatti, la Regione Lazio e 22 comuni costieri, oltre a più di 80 enti pubblici e privati. Questo ampio supporto permette di abbracciare un’area che si estende per circa 400 chilometri lungo la costa tirrenica, dalle province limitrofe fino a Catania, in Sicilia.
Un modello di governance innovativo
Il progetto di candidatura prevede un modello di governance multilivello che integra istituzioni, enti di formazione e comunità locali. Questo approccio consente di armonizzare le esigenze culturali, economiche e sociali, creando sinergie per lo sviluppo di un’economia blu, fondata su principi di sostenibilità e innovazione.
Tre pilastri fondamentali del progetto
Il dossier di candidatura si articola attorno a tre pilastri principali che costituiscono la base del progetto di Gaeta.
Centro permanente di educazione al mare
Il primo pilastro è il Centro Permanente di Educazione al Mare, che si propone di creare una filiera formativa che va dall’infanzia fino all’università. Attraverso percorsi educativi innovativi, il centro mira a sensibilizzare le nuove generazioni sull’importanza del mare e delle sue risorse, formando professionisti pronti a lavorare nell’economia del mare.
Museo diffuso del mare
Il secondo pilastro è rappresentato dal Museo Diffuso del Mare, un sistema integrato di spazi fisici e digitali. Questo museo non solo racconta la storia marittima di Gaeta, ma funge anche da piattaforma per la divulgazione scientifica e la promozione di eventi culturali, coinvolgendo la comunità e i visitatori in un’esperienza unica di apprendimento e scoperta.
Piattaforma del mare come terapia
Il terzo pilastro è la Piattaforma del Mare come terapia, un progetto innovativo che riconosce il valore degli ambienti marini per il benessere psicofisico delle persone. Attraverso attività e percorsi esperienziali, si intende promuovere un approccio alla salute che integri la ricerca scientifica con pratiche di inclusione sociale, facendo del mare un alleato per la rigenerazione umana.
Un investimento per il futuro
Il piano di candidatura prevede un volume di investimenti significativo, stimato tra i 45 e i 50 milioni di euro. Questi fondi saranno utilizzati per realizzare 42 eventi durante l’anno della Capitale, 16 opere pubbliche permanenti e 9 progetti territoriali condivisi. L’obiettivo è lasciare un’eredità duratura sul territorio, promuovendo buone pratiche ambientali e culturali.
Gaeta non si limita a partecipare a un bando, ma si propone come modello nazionale in cui il mare diventa un motore di crescita sostenibile e di benessere per la comunità. La città, con la sua storia e le sue tradizioni marittime, è pronta a intraprendere un nuovo percorso che possa portare valore e innovazione nel settore della cultura e dell’economia del mare.